5 Modi per sviluppare un atteggiamento positivo

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Guardare con più fiducia al futuro, concentrarsi sulle soluzioni, mostrarsi ottimisti e propositivi nella quotidianità e davanti a scelte importanti.

Sogno o realtà?

Tutti dovremmo desiderarlo fortemente! Perché? Il motivo è semplice: avere un atteggiamento positivo ha un’influenza determinante su cosa riusciremo veramente a fare nella vita.

“Le persone ottimiste ottengono risultati migliori, praticamente, in ogni ambito della vita a differenza delle persone pessimiste. Si tratta di incoraggiare la convinzione che le cose possano migliorare: il risultato è che, quasi sempre, lo faranno.”

(Richard Bandler, padre fondatore della PNL)

Spesso si pensa che le persone di successo che mostrano ottimismo, grinta e soddisfazione, abbiano questo atteggiamento perché la vita ha dato loro quello che desideravano.

In realtà il rapporto di casualità, il più delle volte, va invertito: hanno ottenuto quello che desideravano in gran parte grazie ad un approccio potenziante di fiducia, lungimiranza ed impegno profondo e grazie al fatto che, anche davanti a difficoltà e circostanze avverse, hanno creduto tenacemente nei loro progetti e nella loro riuscita.

Se spesso tendi a focalizzare l’attenzione sugli ostacoli, sul problema, sull’errore piuttosto che dirigerla verso le soluzioni o a mostrare un’accettazione rassegnata e passiva di situazioni o della cosiddetta “sorte”, che ne dici di iniziare a cambiare focus?

Mahatma Gandhi diceva:

Mantieni i tuoi pensieri positivi,

perché i tuoi pensieri diventano parole.

Mantieni le tue parole positive,

perché le tue parole diventano i tuoi comportamenti.

Mantieni i tuoi comportamenti positivi,

perché i tuoi comportamenti diventano le tue abitudini.

Mantieni le tue abitudini positive,

perché le tue abitudini diventano i tuoi valori.

Mantieni i tuoi valori positivi,

perché i tuoi valori diventano il tuo destino.

Se ti piacerebbe davvero sviluppare ed allenare un approccio positivo, ecco 5 consigli per cominciare ora:

  1. Inizia a prestare attenzione al tuo dialogo interno

Quali sono le domande che ti poni mentre vivi e gestisci la quotidianità? Sono domande rivolte a vedere il bello, il giusto, il potenziale? Oppure piuttosto ciò che non va, l’errore tuo o degli altri, ciò che manca o che non riesci a fare?

Allenati ad ascoltare le domande che ti fai. Sono le domande che orientano il tuo focus, la tua attenzione e guidano il tuo agire e sentire. È necessario individuarle. Questo ti permetterà di fare chiarezza ed un primo passo. Poi potrai procedere con l’educarti, da una parte, a non assecondare domande autolesionistiche o distruttive e dall’altra a lasciare posto a domande “buone” per farle diventare un’abitudine.

2. Vivi le cadute non come fallimenti ma come opportunità per imparare e crescere

Pensa ad Edison. Quanti tentativi ha fatto prima di arrivare ad inventare la lampadina? Duemila, ma lui disse: “Io non ho fallito duemila volte nel fare una lampadina; semplicemente ho trovato millenovecento-novantanove modi su come non va fatta una lampadina”.

All’inizio non sarà semplice, ma questo è l’ingrediente che ci vuole per imparare nelle difficoltà e vedere nuovi orizzonti. Non vivere un fallimento, consideralo come un tentativo non fruttuoso! Il vittimizzarsi, così come il lamentarsi, toglie tante (troppe!) energie sia a chi parla, sia a chi ascolta, logora e non permette di costruire nulla!

La negatività può portare solo ad altre negatività oppure all’arrendersi! Ci vuole disponibilità a mettersi in gioco e a continuare a farlo anche quando si scivola o si sbaglia! Le cadute e gli errori consentono di capire che quella non è la strada giusta e devono diventare l’input per inventarsene un’altra.

3. Svegliarsi e partire col piede giusto

Se il “buongiorno si vede dal mattino”, attento a come ti dai il buongiorno!

Cosa ti dici quando nel dormiveglia ti appresti ad alzarti?

Lo stato d’animo con cui ti svegli influenzerà quello della giornata e di conseguenza anche le tue azioni.

Fin dal momento del risveglio, ancor prima di alzarti dal letto, dedica qualche secondo per ringraziare la giornata che verrà e pensare a lei con ottimismo sia nei confronti delle sfide che delle gioie. Ad esempio, puoi rivolgere il tuo pensiero in direzioni positive con frasi come “oggi sarà una bella giornata”, “renderò questa giornata bellissima e fantastica”, oppure se sai già che ti aspetta qualcosa di bello gioisci perché quel giorno è arrivato, o se al contrario sai che ti aspetta una dura prova puoi dire a te stesso “oggi sarò in grado di affrontare tutto”, “oggi andrà tutto bene”.

Inizia la giornata con un dialogo tra te e te, con parole tue e che ti faccia iniziare col piede giusto. Se in un primo momento ti è difficile, puoi aiutarti mettendola come sveglia, non il suono fastidioso di un allarme, ma una musica che ti piace e che sia delicata; oppure se hai una sveglia che riproduce suoni della natura, tipo il cinguettio degli uccelli o il mormorio del mare, puoi optare anche per questa.

Scegli di farti svegliare da un suono, o musica, che ti fa stare bene. Regalati messaggi di ottimismo, serenità ed energia vitale. Questo è il primo gesto semplice per iniziare bene la giornata…tentar non nuoce!

4. Vivi la tua missione e dai valore a ciò che fai

Voglio spiegartelo con una storia: tre persone che lavoravano con la stessa mansione in un cantiere edile diedero tre risposte diverse alla domanda su quale fosse il loro lavoro.

Il primo rispose “Spacco pietre”; il secondo “Mi guadagno da vivere”; e il terzo “Partecipo alla costruzione di una cattedrale” (Peter Schultz).

Ecco quest’ultimo stava vivendo la sua missione. Immagino che ogni giorno potesse gioire di un passo avanti e sentire sì la fatica, ma anche appagamento e soddisfazione per ciò che faceva quotidianamente.

5. Occhio alle credenze e convinzioni che hai

Le convinzioni sono credenze che dai per scontate e vere nel quotidiano. Fanno parte di un bagaglio che hai acquisito nella vita, con i suoi tasselli, nei vari momenti: con l’educazione, in base alle situazioni che hai vissuto e il tuo modo di approcciarti ad esse, a seconda dei contesti e delle persone che hai frequentato. Così hai creato le tue idee di te e del mondo.

Alcune credenze sono negative e limitanti, altre sono positive e potenzianti. Fai un check delle tue convinzioni. Quelle che ti hanno dato il coraggio di fare le scelte che volevi, o che ti fanno sentire capace e ti danno la spinta ad agire, ecco queste tienile strette e non mollarle mai! Un esempio? Chi crede che “Se vuoi, puoi”, sicuramente ha uno slancio a dare il massimo in ciò in cui crede e ad accogliere opportunità, anche se queste richiederanno fatiche ed impegno.

Le credenze limitanti, ossia quelle che ti fanno pensare che tu non puoi o non si può o che ti limitano nell’agire, invece, inizia a metterle in discussione. Un esempio? Se lavori in team e credi che “la gente appena può ti frega”, farai sicuramente molta più fatica a collaborare e a manifestare le tue potenzialità.

Le convinzioni che hai sono proprio vere, verissime? Sfidale con tutto te stesso, mettiti alla prova, grazie anche alla forza derivante dalle tue credenze potenzianti. Vedrai che spesso erano solo idee nella testa o generalizzazioni fuorvianti che ti bloccavano. Ti stupirai di te stesso!

Ed infine un inno all’energia positiva e vitale del ridere e sorridere. Lasciati andare!

La risata produce una sensazione di benessere attraverso lo stimolo di processi organici vitali; un’emozione che muove gli intestini e il diaframma; in una parola una sensazione di salute ben percepibile da ognuno: in questo modo noi possiamo raggiungere il corpo attraverso l’anima e servirci di quest’ultima come medico  del primo.”

Immanuel Kant

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