Abbronzarsi: come prendere la tintarella senza scottarsi

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donne in spiaggia che si abbronzano

È arrivata l’estate? Il punto interrogativo è d’obbligo quest’anno perché sembra che la stagione calda sia ancora piuttosto timida nel presentarsi.

Tuttavia i “cicli naturali” fanno il loro corso e l’estate si presenterà in tutto il suo splendore e allora…tutti al mare ad abbronzarci.

Attenzione, però, al rischio scottature! La Natura può aiutarci per ottenere un’abbronzatura invidiabile senza inconvenienti.

Tutti abbronzati e in forma

 Sembra essere questo lo slogan più rappresentativo in estate.

In epoche passate le caratteristiche più apprezzate sembravano essere un certo “pallore” unito a qualche rotondità del corpo specialmente nelle donne, ma i tempi cambiano ed oggi la forma fisica unita ad una abbronzatura ideale, ha soppiantato i modelli precedenti per diventare un “must” della buona salute e dell’estetica in genere.

Il Sole serve solo per abbronzarsi?

La risposta è: non solo per questo.

Il sole riveste importanza basilare per la vita degli esseri umani, degli animali e per il regno vegetale. La nostra “Stella” ha azioni di vario tipo su tutto l’organismo anche di tipo terapeutico. Agisce su diversi disturbi della pelle. La cute, infatti, è l’organo che più di ogni altro risente delle radiazioni solari.

L’esposizione al sole (“elioterapia”) è raccomandata non solo per rigenerare e mantenere tonica ed elastica la pelle, ma anche per trattare vere e proprie malattie come eczemi, psoriasi, dermatiti, ecc., oltre a coadiuvare la cura di malattie di tipo reumatico.

Un’azione importante consiste nell’attivazione della sintesi della vitamina D con la conseguente azione d’irrobustimento delle ossa e dello scheletro in genere aumentando così la resistenza alle sollecitazioni del mondo esterno.

Una giornata di sole fa stare bene

 Trascorrere una giornata al sole può renderci davvero felici. La luce in particolare (di cui il sole è l’unica fonte per noi), ha effetti importantissimi sull’umore.

Basti pensare a quanto tristi ci si possa sentire nei mesi invernali, quando cieli scuri e coperti incombono su giornate più corte e quindi meno luminose. Quando il sole splende il morale si risolleva immediatamente anche indipendentemente dal calore che possa emanare.

Le popolazioni mediterranee hanno caratteristiche legate all’umore completamente diverse da quelle, per esempio, del nord d’Europa e soffrono meno di disturbi legati alla depressione.

Ricerche recenti hanno sottolineato gli effetti profondamente benefici della luce solare sullo stato d’animo riuscendo a dimostrare l’esistenza di una qualche relazione tra il numero di depressioni (fino al suicidio a volte) e il numero di giornate piene di luce e calore solare in quelle latitudini.

Il sole ha effetti tonificanti, ampiamente dimostrati, sulle ghiandole endocrine dell’organismo.

E gli altri animali?

Dalla luce e dal calore dipendono i cicli riproduttivi di alcuni animali per effetto dell’azione di secrezione di melatonina da parte dell’epifisi. La nascita in primavera dei cuccioli dei mammiferi garantisce una maggiore sopravvivenza di questi, visto che si va incontro alla stagione calda. Non ci sono dimostrazioni che questo sia vero anche per l’essere umano.

 Come possiamo prepararci per l’estate?

 Quando l’estate arriva, è consigliabile preparare il proprio corpo per affrontare quel fenomeno noto come “acclimatamento”.

Cos’è l’acclimatamento?

 È un processo di adattamento ai nuovi stimoli causati dal passaggio da un clima ad un altro (cambio di umidità, pressione atmosferica, temperatura, tipo di radiazioni solari, pollini, ecc.). Il periodo dura dai 4 ai 7 giorni.

Cosa può accadere in questa fase?

 L’organismo può subire alcuni effetti magari poco piacevoli come una certa stanchezza accentuata, turbe del sonno, dell’appetito, della diuresi; infiammazioni delle mucose a contatto con l’ambiente estero (congiuntiviti, gengiviti, ecc.).

Cosa succede quando il sole arriva sulla pelle?

 Quando i raggi del sole arrivano sulla pelle, non subiscono tutti la stessa sorte; alcuni vengono “riflessi”, altri vengono “diffusi”, altri ancora riescono a “penetrarvi”.

Come si forma la “tintarella”

 La cosiddetta tintarella non è che uno dei modi con cui la nostra pelle reagisce ad alcuni raggi solari del tipo “ultravioletto” con l’attivazione di speciali cellule presenti nella pelle detti “melanociti”, le quali secernono la melanina, pigmento di colore marrone scuro che funziona come una specie di “scudo protettivo” nel confronti dei raggi ultravioletti.

Cosa sono i raggi UV (ultravioletti)

 Sono radiazioni elettromagnetiche emesse dal sole (rappresentano circa il 10% della luce propagata dal sole stesso). Non sono visibili dall’occhio umano e sono di 3 tipi.

  • Raggi UV di tipo A, a maggiore lunghezza d’onda (sono la maggioranza degli UV); hanno capacità di raggiungere il derma (strato più profondo della pelle) e possono abbronzare la pelle in modo rapido ma non duraturo. Sono chiamati anche “raggi freddi” perché non scottano la pelle.
  • Raggi UV di tipo B, a bassa lunghezza d’onda; hanno come bersaglio l’epidermide (strato più superficiale delle pelle).
  • Raggi UV di tipo C; sono quelli più dannosi; sono letali per tutti gli esseri viventi, ma fortunatamente non riescono a raggiungere la superficie terrestre perché “filtrati” dall’atmosfera e dallo strato di ozono.

L’intensità dei raggi UV aumenta nelle ore centrali della giornata (dalle 11 alle 15 indicativamente), aumenta anche per l’altitudine e con l’altezza del sole (nei mesi estivi il sole è più alto).

Colpiscono in alcuni casi, come abbiamo visto, direttamente la pelle, possono “colpire” in maniera riflessa da parte di elementi che ci circondano come, acqua, sabbia, neve e che a volte ne aumentano l’intensità.

Le persone si abbronzano in tempi e modi diversi?

 La capacità di abbronzarsi è generalmente determinata geneticamente; la sensibilità cutanea alla luce solare ed in particolare alle radiazioni UV, infatti, è caratterizzata da grosse differenze individuali.

Convenzionalmente la Dermatologia distingue 6 tipologie di individui con diverse risposte alle esposizioni ai raggi UV che denomina “fototipi”.

I sei fototipi

La dermatologia distingue sei tipi di fototipo (classificazione Fitzpatrick), a seconda delle caratteristiche dell’individuo e della reazione all’esposizione ai raggi ultravioletti. La pelle di ogni persona, a seconda del fototipo contiene una certa quantità di melanina, la sostanza responsabile dell’abbronzatura. Il fototipo VI è quello che ne contiene di più, mentre il fototipo II è quello che ne contiene di meno; la quantità di melanina presente nelle persone di fototipo I è nulla o comunque quasi insignificante e proprio per questo anche una minima esposizione alla luce solare può essere molto pericolosa per la salute.

Elenco Fototipi

Fototipo I:

  • Carnagione della pelle: Lattea/rossastra
  • Sensibilità al sole: molto elevata
  • Colore degli occhi: azzurri/verdi chiari
  • Colore dei capelli: rossi o biondi chiari
  • Lentiggini sulla pelle: moltissime
  • Scottature: sempre
  • Tipo di abbronzatura: inesistente o quasi
  • Tempo di abbronzatura: n.d.
  • SPF per le prime esposizioni: +50 (molto alto)
  • SPF a pelle già abbronzata: 50+/50 (molto alto o alto)

Fototipo II:

  • Carnagione della pelle: molto chiara
  • Sensibilità al Sole: elevata
  • Colore degli occhi: azzurri/verdi
  • Colore dei capelli: biondi normali
  • Lentiggini sulla pelle: molte
  • Scottature: Molto spesso
  • Tipo di abbronzatura: leggermente dorata
  • Tempo di abbronzatura: 2 mesi circa
  • SPF per le prime esposizioni: 50 (alto)
  • SPF a pelle già abbronzata: 30 (alto)

Fototipo III:

  • Carnagione della pelle: abbastanza chiara
  • Sensibilità al Sole: media
  • Colore degli occhi: azzurri scuri/verdi scuri
  • Colore dei capelli: biondi scuri/castani
  • Lentiggini sulla pelle: alcune
  • Scottature: spesso
  • Tipo di abbronzatura: dorata
  • Tempo di abbronzatura: 1 mese circa
  • SPF per le prime esposizioni: 30 (alto)
  • SPF a pelle già abbronzata: 20/15 (alto)

Fototipo IV:

  • Carnagione della pelle: leggermente scura/olivastra
  • Sensibilità al Sole: ridotta
  • Colore degli occhi: marroni normali o chiari
  • Colore dei capelli: castani/castani scuri
  • Lentiggini sulla pelle: pochissima
  • Scottature: talvolta
  • Tipo di abbronzatura: abbastanza intensa
  • Tempo di abbronzatura: 1 settimana circa
  • SPF per le prime esposizioni: 20/15 (medio)
  • SPF a pelle già abbronzata: 10 (basso)

Fototipo V:

  • Carnagione della pelle: scura
  • Sensibilità al Sole: minima
  • Colore degli occhi: marroni
  • Colore dei capelli: neri
  • Lentiggini sulla pelle: nessuna
  • Scottature: in rari casi
  • Tipo di abbronzatura: molto intensa
  • Tempo di abbronzatura: 2-3 giorni
  • SPF per le prime esposizioni: 10 (basso)
  • SPF a pelle già abbronzata: 6 (basso)

Fototipo VI:

  • Carnagione della pelle: scurissima/nera
  • Sensibilità al Sole: no
  • Colore degli occhi: marroni scuri
  • Colore dei capelli: neri
  • Lentiggini sulla pelle: nessuna
  • Scottature: mai
  • Tipo di abbronzatura: intensissima
  • Tempo di abbronzatura: 1 giorno
  • SPF per le prime esposizioni: 6 (basso)
  • SPF a pelle già abbronzata: Nessuno (6 in caso di esposizioni prolungate o sotto elevato indice UV)

I bambini, a parità di fototipo hanno una pelle più sensibile, per cui devono essere protetti con creme solari ad alta protezione. Lo schema di cui sopra è appunto “schematico” e non c’è mai una netta separazione tra i diversi fototipi. Nel dubbio, comunque a prevalere è il colorito della pelle.

Abbiamo visto il rapporto tra pelle e sole; nel prossimo articolo evidenzierò come l’alimentazione e alcune sostanze naturali possano aiutarci a prendere il sole in sicurezza, e a quali danni si può andare incontro se non si adottano comportamenti giusti.

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