Pellegrinare: Il cammino che ti cambia la vita

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Se sei stanco della quotidianità e dei ritmi frenetici di tutti i giorni, se sei in cerca di nuovi stimoli ed energia, se stai affrontando un periodo particolare della tua vita e sei in cerca di risposte, un’esperienza come quella del Cammino può davvero aiutarti a cambiare prospettiva e ad aprire il tuo cuore verso nuove scelte consapevoli per il futuro.

“L’unica regola del viaggio è: non tornare come sei partito. Torna diverso”.
 (Anne Carson)

Negli ultimi anni, le persone che si mettono in cammino, sono sempre più in crescita, così come la nascita di nuovi percorsi che vengono proposti ogni anno.

A confermarlo anche un sondaggio promosso da Terre di Mezzo, casa editrice specializzata nella produzione di guide dei cammini italiani ed esteri, nel 2018, secondo il quale i cammini italiani hanno avuto una crescita del 27,2% rispetto all’anno precedente.

Tra i tanti percorsi conosciuti, il più frequentato è stato la Via Francigena, con 17.092 credenziali richieste, a seguire i cammini francescani (con 7.352), la Via degli Dei (3.800), il Cammino di San Benedetto (2.106), i Cammini francigeni di Sicilia (1.426) e la Via Romea Germanica (652).

Questa indagine, sottoposta a 2.930 appassionati di Cammini ha registrato un dato davvero interessante: solo il 25% del campione ha dichiarato di esser stato mosso da motivi religiosi; il 52% per “fare trekking”, il 50% per “stare nella natura” e il 46% per “scoprire il territorio”.

Oggi l’esperienza del Cammino è quindi scelta da un numero sempre maggiore di persone, di tutte le età, dai più e meno esperti di camminata.

Ciascun camminatore è mosso dalle proprie ragioni personali: chi è amante del trekking, chi è in cerca di un maggior contatto con la natura, chi vuole fare chiarezza, chi reclama silenzio e chi è alla ricerca del proprio Sé.

Tuttavia quello che rende davvero speciale quest’esperienza, non è tanto lo scopo della partenza o la meta da raggiungere: il viaggio stesso è ciò che fa la differenza.

Ma cosa spinge le persone ad abbandonare la frenesia di tutti i giorni e camminare per centinaia o anche migliaia di chilometri ogni anno?

Oggi sempre meno Pellegrini sono mossi da motivi religiosi. Ciò che più accomuna migliaia di persone a partire con lo zaino in spalla è la volontà di intraprendere un viaggio alla ricerca di se stessi, un viaggio che lascerà un segno nella loro anima.

L’archetipo del Pellegrino è l’uomo che cammina e che cerca, collegandosi anche all’archetipo di iniziazione

La partenza è infatti significativa: rappresenta il momento del distacco, l’esodo dalla vecchia esistenza, verso una nuova prospettiva di vita.
Il Pellegrino in cammino rallenta il ritmo di vita. È costantemente presente alla propria stanchezza fisica, alla propria serenità mentale e al proprio benessere profondo.

I Benefici dell’esperienza di un Cammino

“Di una città non apprezzi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda.”
 (Italo Calvino)

Costantemente impegnati e assorbiti dalla vita frenetica di tutti i giorni, siamo sempre meno abituati a prestare ascolto a noi stessi e prenderci del tempo per riflettere e curare il nostro corpo e la nostra mente.

L’’atto del camminare è il primo gesto di amore che possiamo dare a noi stessi.

Il Cammino può cambiarti veramente la vita ed ecco il perché:

  • Ti apre al presente. Non a caso per molti rappresenta una vera e propria meditazione in movimento.
  • Ti mette inevitabilmente in relazione non solo con l’ambiente circostante, ma soprattutto con il corpo e la mente, scoprendo ogni giorno limiti e nuove potenzialità.
  • Stimola la pazienza, la fratellanza, la semplicità, la resilienza, la gratitudine e il contatto con una conoscenza intuitiva non mediata dai canali della logica e del ragionament
  • Insegna a rispettare il Corpo e la Natura; migliora non solo la nostra capacità di essere calati nel presente, ma anche di fare scelte consapevoli sul futuro e coerenti con i propri valori.

Passo dopo passo, siamo sempre più consapevoli della nostra libertà di scelta e la fatica viene totalmente ripagata: lentamente riprendiamo in mano il nostro destino e diventiamo respons-abili, ovvero capaci di dare, agli altri e a noi stessi, risposte funzionali alla nostra esistenza.
Diventiamo i principali protagonisti del nostro Cammino di vita: siamo noi che decidiamo a quale ritmo andare, quando, dove e perché fermarsi, optare per un sentiero piuttosto che un altro. Sì, di fronte ad un bivio, decidiamo di affidarci al nostro intuito.

“Il viaggio è una specie di porta attraverso la quale si esce dalla realtà come per penetrare in una realtà inesplorata che sembra un sogno”.
 (Guy de Maupassant)

Durante i Cammini, ci si perde nel pieno fluire dei propri pensieri, dolcemente accompagnati dai suoni del fiume, degli uccelli, delle foglie: pura contemplazione del presente.

Il respiro affaticato si fonde con lo scricchiolare degli scarponi sugli aghi di pino, che all’unisono riempiono il cuore di amore per la vita.  Ore e ore in Cammino e il tutto prende e perde significato: quello che importa in quell’istante è l’Amore incondizionato per l’esistenza.

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