Che rabbia che mi fai! 4 passi per mantenere la calma

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coppia che litiga

Ci sono persone che ti danno sui nervi? Persone che sembra lo facciano apposta contro di te? O che abbiano comportamenti insopportabili?

Come fare?

C’è rimedio per disinnescare le inevitabili dinamiche disfunzionali con queste persone?

Puoi iniziare a farlo riflettendo su questi 4 passi.

Passo 1

Quando qualcuno ti fa arrabbiare sta toccando delle corde a te care. Le corde in questo caso sono i valori. Quindi la rabbia nasce quando qualcuno calpesta i nostri valori.

Per comprendere meglio è ben concentrarsi sul ruolo o relazione che ti lega a quella persona.

Siete colleghi, conoscenti, parenti, amici…?

In base a questo, prova a pensare: come collega, conoscente, parente, amico, cos’è veramente importante per me?

Quali sono i valori che fanno sì che mi senta bene in quelle vesti?

Per esempio: Mario e Paolo sono colleghi e c’è un dissapore tra loro, perché ogni giorno da anni il primo rimane in ufficio fino a tardi e l’altro va via allo scadere del suo orario.

Entrambi sono bravi professionisti.

Perché questo aspetto li fa arrabbiare reciprocamente?

Quando si prova rabbia qualcuno sta calpestando un tuo valore. Per Mario, come professionista, è davvero importante la dedizione al lavoro e sente rabbia nei confronti del collega Paolo che va via sempre allo scadere del suo orario senza fermarsi oltre. Potrebbe essere che Paolo abbia altri valori, ma potrebbe anche essere che per Paolo, come bravo professionista, la dedizione per il lavoro sia un valore importante.

Com’è possibile che si calpestino a vicenda un valore in cui entrambi credono?

Apparentemente potrebbe sembrare strano, contraddittorio. Invece non lo è.

La domanda importante successiva da porre è: “Cosa significa per te dedizione al lavoro? Ovvero, come vivi questo tuo valore?”

Mario potrebbe rispondere: “io vivo il valore della dedizione al lavoro ogni volta che faccio il massimo e magari quando mi avantaggio anche un po’ rimanendo di più per non rischiare di tardare in qualche scadenza o accordo“.

Paolo, invece, potrebbe vivere la dedizione al lavoro ogni volta che riesce a dare il meglio con il massimo risultato rispettando i tempi e gli accordi presi con il datore di lavoro senza gravare economicamente sull’azienda con straordinari.

Ecco il perché dei due diversi comportamenti a fronte dello stesso valore, vissuto con regole e modalità differenti.

Questo è solo un esempio per capire quanto sia importante capire quali siano i propri valori e come ciascuno li vive. Possibilmente aprendosi ad un confronto tendendo presente che non esiste un solo punto di vista né una verità indiscutibile, né un qualcosa di assolutamente giusto o sbagliato.

Quindi cerchiamo di ascoltare le idee e anche i gesti di chi ci circonda, abbassando il giudizio.

Passo 2

“Le persone non sono i loro comportamenti”.

Cosa significa?

Significa non etichettare la persona, ma spostare il pensiero riferendosi a quello specifico comportamento. In questo modo riusciamo a focalizzarci sul comportamento e su quel momento. Ci si svincola da un giudizio che imprigionerebbe la persona ed il rapporto con lei nel lungo termine.

Passo 3

La frase tossica “Ce l’ha con me”.

A volte questa idea che le persone agiscano per provocare in noi una reazione potrebbe quasi apparire come un pensiero egocentrico.

Davvero quella persona agisce sempre pensando a noi?

Chiediamoci piuttosto quale bisogno lo spinge ad avere quel comportamento. È molto più probabile che il suo principale intento sia quello di cercare di soddisfare un suo bisogno, piuttosto che ledere quello altrui.

Magari ha imparato a soddisfare un proprio bisogno con una modalità non funzionale, ma è quella che conosce e che potrebbe innescare in modo automatico e talvolta inconsapevole.

Passo 4

Chiediamoci sempre, davanti a chi ci fa rabbia, se c’è un messaggio per noi stessi dietro quella emozione o situazione. Spesso chi ci suscita certe sensazioni, in quel momento, ci sta facendo da specchio dandoci un input da cogliere per guardarci dentro.

“Non giudicare sbagliato ciò che non conosci, prendi l’occasione per comprendere.”
(Pablo Picasso)

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