Il potere delle parole: come influenzano la nostra vita

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rappresentazione di due teste che parlano

Le parole hanno un potere illimitato e straordinario. Una parola può cambiare un evento, una situazione, un sentimento, ma anche la nostra vita, il nostro essere, le nostre relazioni. Le parole costituiscono il nostro universo. Tutto passa attraverso le parole. Quando le pronunciamo senza pensare e quando le cerchiamo distrattamente, mentre stiamo pensando a qualcos’altro. Le parole sono molto importanti: evocano immagini, proiettano scenari, attivano i nostri neuroni specchio! Quando dici “ho un problema” inneschi in te l’emozione conseguente. Se, invece, dici “c’è una nuova sfida” le emozioni e motivazioni sono diverse.

Le parole rivelano il nostro stato d’animo: dalle parole utilizzate a come vengono dette si capiscono moltissime cose dell’umore di una persona.

«(…) Se vogliamo rispettare noi stessi,
come individui appartenenti al genere umano,
dovremmo rispettare le parole che usiamo:
vuol dire riconoscerne il peso, il valore, la potenza,
intesa come capacità sia di costruire,
sia di distruggere».
– Rosy Russo-

disegno volti di profilo

Il peso delle parole nella comunicazione

Nella comunicazione è fondamentale utilizzare parole adeguate perché creano un’emozione che genera come risposta verso chi ascolta un determinato comportamento.

Se ti chiedessi: “sei comodo?”. La tua risposta dipenderà da come interpreti la parola “comodo”. Nel momento in cui trasmettiamo un messaggio dobbiamo sempre chiederci come viene ricevuto e interpretato. Spesso questi sono del tutto soggettivi provocando emozioni diverse nella persona che li interpreta.

La parola e la rappresentazione mentale che associamo a essa crea, inevitabilmente, alcune neuro-associazioni che si traducono in ancore sensoriali attraverso le quali formiamo le nostre convinzioni e le nostre credenze.

Attraverso le parole, la mente cerca e crea dei significati. Questi sono come un invito a entrare dentro noi stessi alla ricerca di un senso.

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Usare le parole giuste

Quando comunichiamo dobbiamo sempre fare attenzione alle parole che usiamo, mettendole in relazione con la mappa del mondo della persona a cui ci stiamo rivolgendo. Non possiamo illuderci di aver comunicato in maniera efficace solo perché l’interlocutore riesce a ripetere le nostre stesse parole.

Spesso le parole che utilizziamo rievocano nell’altra persona emozioni ed esperienze che possono essere l’opposto di quello che vogliamo trasmette, o non c’entrano nulla con il discorso in essere. Per questo motivo è necessario eliminare dal nostro vocabolario alcune parole negative e sostituirle con altre positive e proattive.

Ecco un elenco sintetico dei più importanti errori che possiamo commettere a livello linguistico e che sarebbe meglio evitare:

  • Limita l’uso di avverbi o particolari locuzioni, quali “chiaramente”, “semplicemente”, “evidentemente”, “cioè”, “al limite”, ecc., trasmettono una sensazione negativa a chi ascolta, si rischia di sembrare privi di contenuti o incapaci di trovare le giuste parole nel giusto tempo.
  • Evita di cominciare i discorsi con negazioni o, comunque, con espressioni non positive quali “niente”, “posso rubarle qualche minuto”, “non ti sembra che”, “non è molto importante”. L’uso di queste espressioni spesso svaluta ciò che si sta per dire.
  • Elimina tutte quelle frasi fatte che normalmente si usano per intendere proprio l’opposto di quello che in realtà si vuole comunicare, come ad esempio “non vorrei sembrarti scortese, ma secondo me…”, oppure “non vorrei essere troppo puntiglioso, ma…”. Quando usiamo queste frasi, spesso dentro di noi desideriamo fare proprio la cosa opposta di ciò che dichiariamo, e diamo così l’appiglio all’interlocutore per replicare al nostro messaggio in maniera sarcastica od ostile.
  • È molto utile cominciare il discorso con espressioni assertive, che possano valorizzare il nostro discorso e renderlo di maggior interesse, come ad esempio: “fai”, “trova”, “pensa”, “facciamo”, “vediamo come possiamo…”, “cosa ne pensi”, “secondo te”.
  • Elimina il più possibile le congiunzioni avversative “ma” e “però”, che sortiscono l’effetto di cancellazione di ciò che precedentemente è stato detto e possono mettere il ricevente in una modalità denominata “di dubbio”, così come i “perché” ed i “Come mai?”

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Se usiamo al posto delle parole “ma”, “però”, perché”, “comunque”, altre parole del tipo: “e” o “anche”, oppure espressioni come “è anche vero che”, “anche se”. “forse” accompagnati eventualmente dall’uso di verbi al condizionale. Oppure porre domande “Come posso…?”, “Come potrei…?”, “Cosa posso fare per…”, l’effetto sul nostro cervello e, di conseguenza, sul nostro comportamento sarà diverso. Ponendo la domanda “come posso…” si lascia il cervello libero di accedere a risorse positive.

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