Problem Solving: l’arte di trovare soluzioni

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Cos’è il Problem Solving e come può essere d’aiuto per risolvere un problema? Quali sono le tecniche e i metodi per applicarlo? Ma come funziona davvero? Scopriamo come ti può aiutare a migliorare la tua vita.

Lo cercano, lo vogliono, lo esigono. Il problem solving è tra le predisposizioni personali più ricercate dalle aziende. È una dote considerata molto utile e apprezzata. Per questo motivo sempre più richiesta.

Il problem solving è l’arte di risolvere problemi uscendo dai classici schemi utilizzando tanta creatività, flessibilità e stratagemmi che consentano di vedere il problema da altre angolazioni.

È una qualità che offre grandi benefici, non solo sul lavoro, ma anche nelle relazioni e nella quotidianità. Sinonimo di “risolvere i problemi”, il problem solving aiuta a trovare la soluzione alle grandi sfide della vita. Si tratta di una qualità che tutti abbiamo e che se poco sviluppata può essere migliorata o semplicemente allenata.

Problem solving nella pratica

Spesso davanti a una difficoltà, sia essa personale, relazionale o professionale, tendiamo a risolverla utilizzando una strategia che nel passato abbiamo applicato con successo per una difficoltà simile pensando di ottenere gli stessi risultati, ma ora non funziona più. Allora cosa fare?

Se la nostra strategia non funziona è inutile insistere perché più lo facciamo, più la difficoltà iniziale si complica, diventando un vero e proprio problema articolato.

Per evitare di ingigantire il problema e trovare la soluzione migliore possiamo utilizzare alla tecnica del problem solving. Questo metodo consiste nel raccogliere di tutti i dati e tutte le informazioni a nostra disposizione per poi incrociarle e farsi le domande giuste che aiutano a trovare la soluzione migliore. Per porsi le domande giuste è necessario individuare il problema e comprendere che ogni imprevisto porta con sé l’obiettivo che si vuole raggiungere, l’ostacolo da superare e le azioni che permettono di andare oltre l’ostacolo e raggiungere l’obiettivo, ovvero la soluzione. Queste sono le 3 fasi del problem solving, ma le strategie di soluzione invece possono essere:

  • Problem solving strategico – (PSS)
  • Plan Do Check Act – PDCA,
  • Focalizzare, analizzare, risolvere, eseguire – FARE,

1. Problem solving strategico – (PSS)

Il Problem solving strategico – (PSS) è un modello sviluppato in maniera originale da Giorgio Nardone per trovare soluzioni realmente efficaci ed efficienti a problemi complessi. Utilizzato soprattutto in ambito manageriale, prevede la strategia dell’autoinganno quando ci troviamo di fronte ad una trappola mentale. I passi da seguire sono 7. Eccoli, in sintesi:

1. Definire il problema

Definisci bene qual è il problema che devi affrontare. Se sono più di uno è bene affrontarne uno alla volta in ordine di priorità. Questo è uno dei passi sul quale è consigliabile focalizzarsi di più perché permette di risparmiare molto tempo in seguito. E aiuta a guardarlo da più angolazioni e prospettive diverse.

2. Concordare l’obiettivo

Messo bene a fuoco il problema, il passo successivo è quello di stabilire i cambiamenti concreti che, una volta realizzati, ti farebbero dire con assoluta certezza che esso è stato risolto. In questa fase si parte dalla situazione problema e si stabilisce l’obiettivo desiderato. In altri termini, cosa è necessario toccare, vedere, sentire e provare affinché tu possa dire che il problema sia risolto completamente.

3. Valutare tutte le tentate soluzioni

È arrivato il momento di individuare e valutare tutti i tentativi fallimentari per cercare di risolvere quel problema. Questi tentativi predispongono la mente a cercare possibili soluzioni alternative. In altre parole, sono proprio le tentate soluzioni ad alimentare il problema da risolvere, per questo motivo concentrare l’attenzione sui tentativi fallimentari messi in atto libera dalla tendenza a sforzarsi di trovare soluzioni senza prima aver valutato cosa non funziona.

4. La tecnica del come peggiorare

Questa tecnica consiste nel rispondere alla domanda: “Se volessi far peggiorare ulteriormente la situazione invece di migliorarla, come potrei fare?”

Grazie a questa tecnica si prova una certa avversione verso tutte le possibili azioni fallimentari descritte. In questo modo si farà strada il sentimento di consapevolezza che tutte le tentate soluzioni messe in atto finora non hanno fatto altro che mantenere vivo il problema e ciò contribuirà alla crescita di una forte leva motivazionale per cambiare punto di vista.

5. La tecnica dello scenario oltre il problema

In questa tecnica bisogna immaginare nei dettagli lo scenario che si presenterebbe una volta risolto il problema, o, nel caso di un miglioramento da ottenere, raggiunto l’obiettivo prefissato.

L’immaginazione dev’essere lasciata libera di vedere lo scenario, per poi in un momento successivo selezionare gli aspetti realizzabili concretamente.

Questo passo aiuta anche a farci vedere quali sarebbero gli effetti collaterali indesiderati del successo del nostro progetto, che vanno gestiti in anticipo.

6. La tecnica della scalatore, o dei piccoli passi

Qui si ragiona come farebbe uno scalatore che vuole raggiungere la vetta di una montagna. Invece di partire dalla base della montagna, parte dalla vetta e procede a ritroso fino al punto di partenza.

Questo permette di individuare frazionare il problema individuando i piccoli passi necessari da compiere per risolvere il problema e serve, anche, ad evitare di definire delle azioni fuorvianti rispetto all’obiettivo da raggiungere, ovvero arrivare alla soluzione.

7. Aggiustare progressivamente il tiro

Un problema complesso può richiedere più di una soluzione. È molto importante, poi, affrontare un problema alla volta, iniziando da quello più accessibile sul momento.

Una volta risolto il primo, si passa al secondo e così via, mantenendo la visione d’insieme e le possibili influenze reciproche tra i problemi. In questo modo è possibile aggiustare progressivamente il tiro per far fronte a tutti i cambiamenti che si presentano via via fino a giungere alla soluzione fissata.

2. Plan Do Check Act – PDCA

Plan Do Check Act – PDCA, ovvero pianifica, prova, verifica e agisci. Il PDCA o ruota di Deming è la rappresentazione visiva di un ciclo “virtuoso” di miglioramento continuo per problemi specifici. Si parte dal piano, si fa una prova pratica, si verificano i risultati, se non vanno bene si corregge, se vanno bene si mette a sistema, per poi ricominciare di nuovo.

3. Focalizzare, analizzare, risolvere, eseguire – FARE

Con questa strategia si definisce il problema ed i suoi elementi rilevanti, elencando le possibili soluzioni e definendo un piano di azione seguendo i 4 passi.

1. Focalizzare. Il primo passo è focalizzarsi sul problema e quantificarlo attribuendogli un punteggio da 1 a 10.
2. Analizzare i dati che si hanno in mano e trasformarlo in numeri. Ad esempio: problema: Sono rimasto a piedi : Voto 8 – Mancanza di Carburante : Voto 10. Questi valori indicano dove focalizzare la priorità.
3. Risolvere ovvero trovare una strategia per risolvere il problema.
4. Eseguire. Trovata la strategia la si mette in azione risolvendo il problema.

È possibile migliorare il problem solving?

Assolutamente sì. Una buona autostima, la fiducia nelle proprie capacità ed un’adeguata gestione delle emozioni favoriscono l’attitudine al problem solving. Al contrario convinzioni personali riguardanti l’impossibilità di risolvere il problema, le influenze negative e l’avversione al cambiamento riducono la capacità di risoluzione dei problema. Sono quindi questi gli aspetti da curare e migliorare per ottenere ottime capacità di risolvere i problemi.

Bisogna sempre ricordare che la soluzione di un problema è nel problema stesso.

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