Digital detox, sconnettersi per riconnettersi

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uomo con il cellulare

Al mattino la prima cosa che fate appena aprite gli occhi è controllare le notifiche sul telefono? Controllate il vostro smartphone in maniera ossessiva durante il giorno? Senza il vostro smartphone vi sentite persi?

Se la risposta a tutte queste domande è sì, probabilmente un digital detox, cioè disintossicarvi da dispositivi e account social, è ciò che potrebbe esservi utile per riconnetervi al mondo reale.

Una disconnessione temporanea e volontaria che io stessa ho voluto provare in un momento particolare della mia vita e dalla quale ho imparato alcune lezioni.

Ed ecco cos’ho imparato dalla mia esperienza di Digital Detox.

Come utilizzare il tempo a nostra disposizione dipende solo ed esclusivamente da noi.

Sensazione diffusa è che nell’era della connessione everywhen & everywhere (sempre e ovunque), anziché raggiungere una maggiore libertà e dedicarsi a se stessi, alle proprie passioni, o alle persone a care, non si riesca a trovare il modo e il tempo per una qualsiasi attività che richieda la nostra Presenza (fisica e mentale).

Ora, prendete tra le mani il vostro smartphone e controllate l’applicazione che misura quanto e come è stato utilizzato durante la giornata.
Statisticamente, in media si trascorrono circa 3 ore al giorno connessi alla rete tramite smartphone, suddivise tra WhatsApp, Social Networks, E-mail e ricerche varie.

Allontana il telefono per concentrarti.

A quanti capita di non riuscire a trovare la concentrazione necessaria a svolgere ciò che stanno facendo, oppure avvertirla scemare in maniera molto rapida, quasi ci fosse un interruttore ON-OFF nella mente? Qualcuno ci parla, oppure siamo impegnati in qualcosa e… BIP-BIP (notifica!). E arriva l’immediata distrazione, anche se il telefono “incriminato” non è il nostro.

Sono sufficienti un display che si illumina all’improvviso, una vibrazione, o uno squillo, a portare lontano la nostra mente.

Studi hanno dimostrato che per ritrovare la massima concentrazione sono necessari all’incirca 25 minuti.

Una telefonata in più, un messaggio di meno.

Pensiamo a ciò che accade nella maggior parte dei casi quando un suono ci segnala l’arrivo di un messaggio: lettura fugace, risposta immediata. Poca cura alla forma, alle parole che utilizziamo, e all’impatto che potrebbero avere sul destinatario.

La quantità a discapito della qualità dei contenuti. Una comunicazione ridotta ai minimi termini, spesso sostituita da simboli preconfezionati. Durante una telefonata, invece, abbiamo la possibilità di ascoltare e sentire la persona: non solo tramite le parole che pronuncia. Anche grazie al ritmo, al tono, e al suo respiro, possiamo comprenderne lo stato d’animo ed entrare in empatia.

Dedicare del tempo a qualcuno è il più grande dono che possiamo fargli.
Costantemente connessi al web, a quello che è fuori dal nostro mondo, perdiamo la connessione con ciò che ci circonda e che è dentro di noi, col nostro qui e ora, il tempo presente.

Non esistono formule magiche o antiche alchimie. È sufficiente silenziare il nostro telefono, anche per un’ora al giorno, e in quel lasso di tempo essere in totale presenza nell’ambiente che ci circonda.

L’entusiasmo tipico di un bambino nel riscoprire la bellezza del reale è il ricordo più bello di quell’esperienza. Provare per credere.

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