Sei un genitore che lavora? L’organizzazione è tutto!

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Sei un genitore lavoratore? Ti muovi quotidianamente tra impegni dei bambini, incombenze domestiche, controllo compiti, spesa settimanale, pulizie e quant’altro? Allora almeno una volta sarai incappato nella fatidica frase “Da domani mi organizzo e basta sprechi di tempo”.

Perché si parla tanto di organizzazione?

La rete è piena di consigli, siti, blog, planner stampabili che arrivano in soccorso delle famiglie per aiutarle a gestire meglio le necessità e le attività quotidiane. Si trovano schemi per segnare il menù settimanale, bacheche per non perdere i colpi delle attività sportive dei figli e idee per organizzare al meglio le pulizie. Alcuni siti sono veramente ben fatti e propongono spunti interessanti alla portata di tutti.

Ecco due esempi: il metodo Konmari ed il metodo Fly Lady. Entrambi hanno spopolato sul web dandoci la misura di quanto ognuno di noi sia alla frenetica ricerca di miglioramento e appagamento. Nel libro “Il Magico Potere del Riordino” di Marie Kondo si affronta il tema dell’essenzialità e la gratitudine verso le cose e verso l’ambiente in cui viviamo per non sentirci sopraffatti dal kaos intorno a noi. Eliminiamo il superfluo tenendo solo ciò che ha un significato emotivo importante per noi. Dall’altra parte abbiamo il metodo “Fly Lady”. L’idea nasce dall’americana Marla Cilley nel 1999, in Italia è arrivato nel 2008 grazie ad un gruppo di volontarie che hanno iniziato a seguirne e divulgarne il metodo. Fly Lady ha come obiettivo quello di insegnare alle donne ad organizzare e godersi la casa senza sensi di colpa e ritrovare la propria autostima.

Le Fly Lady insegnano che anche il più disordinato può cambiare questo modo di essere seguendo con costanza delle “piccole buone abitudine”, in gergo chiamati baby step. Come? Inizia a pulire ogni sera il lavello. Fallo brillare. Vedrai che passettino dopo passettino riuscirai a fluttuare tra le cose da fare benedicendo in ogni tua azione ciò che ami. L’importante è iniziare!

Entrambi gli approcci sono molto interessanti e frutto di esperienze vissute, quindi molto ”VERI”. A volte, però, pur essendo semplici ed intuitivi non funzionano per tutti.

Perché per me non funzionano i metodi in cui mi cimento?

Perché ognuno di noi è diverso, abbiamo meccanismi ed esigenze diverse l’uno dall’altro. È come quando decidiamo di andare in palestra. Ci affidiamo alle mani di un personal trainer per ottenere determinati obiettivi. I consigli che riceverò saranno molto diversi da quelli che riceverà un’altra persona, semplicemente perché ha un fisico diverso.

Ecco cosa puoi fare:

Organizzare le priorità.

Organizzarsi significa trovarsi preparati. Scriviamo una lista delle priorità ovvero quelle attività che rispetto a tutte le altre vengono prima, quelle che se non facciamo, e non le facciamo bene, ci bloccano tutto il resto.

Ecco alcuni esempi. Nell’organizzazione in cucina, per alcuni è impensabile pensare di preparare in anticipo il cibo, per altri non esiste l’improvvisazione. Di fondo entrambi sono ben organizzati e perfetti. L’importante è seguire il proprio sentore e credere sempre che ciò che si fa rispecchi il nostro essere. Le piccole scelte quotidiane sono scelte e, in quanto tali, meritano la giusta attenzione. Queste scelte devono farci felici perché l’amore si può mostrare anche nelle piccole cose.

Decidere cosa viene al primo posto.

Prima di tutto occorre fermarsi. Prendetevi del tempo lontano dal rumore e dalla confusione, e su un foglio bianco scrivete di getto tutte le vostre attività, obbligatorie e no. Sono molte? Sono poche? Non importa, sono le vostre. Ora in un nuovo foglio mettetele in ordine di priorità e di felicità. Le cose che fate con gioia che non vi spaventano sono il vostro punto forte, quelle in cui siete veramente capaci se, ad esempio, nella mia gestione familiare io metto – figli (intesi come momento di gioco), -cucina, -space clearing-pulizie, non significa che non devo pulire. Prima di tutto devo alimentare i primi punti che mi danno serenità e mi fanno sentire a posto con me stessa, di seguito a cascata gli altri. Se sono appagato da come porto avanti le mie priorità, vivrò in maniera differente il tempo.

Dare priorità alle “reali” priorità aumenterà il proprio tempo.

Come mai tante persone hanno la sensazione che il tempo gli scorra tra le dita? Sono prese da questo senso d’inconcludenza rimanendo sospese e con la tendenza a rimandare? Le risposte possono essere innumerevoli. Ognuno nella sua unicità può avere meccanismi, vere e proprie falle, nel sistema che succhiano tempo ed energia. Di “fondo” rimane una sensazione universale “Se non facciamo ciò che è veramente importante, sentito e voluto, avremo sempre la sensazione che il nostro tempo scappi via, vivere il qui ed ora è la soluzione più semplice per godere di ciò che realmente si ha”. In questo bambini sono maestri eccellenti: se decidono un’attività tutto il resto intorno scompare. Gli adulti, invece, contaminano il tempo con il pensiero di ciò che verrà dopo: giocano con i figli e intanto pensano alle commissioni da fare, a cosa cucinare, alle telefonate da fare, alla trappola stessa dell’organizzazione, perché si di fondo anche questa può essere una fonte di stress.

E per finire…

Sorridi! Tutto ciò che hai tra le mani, impegni, scadenze, lavatrici, cene da cucinare, telefonate, faccende varie sono ciò che tu con le tue scelte Hai voluto. Sii fiero di te stesso, affrontale con il sorriso perché sono TUE: sono la TUA famiglia, la TUA casa, e nessuno può farle ed organizzarle meglio di te. Se farai tua questa credenza non solo sarai agile come un acrobata nei volteggi tra una attività e l ‘altra ma potrai ricavare piacere da ciò che a primo impatto appare come un mero dovere.

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