Integratori: fanno bene o fanno male?

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Per raggiungere il peso forma, per sopperire alle carenze di un’alimentazione squilibrata, per recuperare dopo un allenamento pesante, spesso facciamo uso di integratori alimentari. Ma gli integratori fanno bene o fanno male? Sono sicuri?

Oggi la società vive di integratori. Le persone credono che facciano bene alla salute, aiutino ad avere una condizione di benessere psicofisico ottimale, migliorare le proprie perfomance durante l’attività fisica e prevenire l’invecchiamento.

Ma cosa sono gli integratori? Sono veramente prodotti salutari?

Integratori: qual è il significato

Il Ministero della Salute li nomina “Prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta” e l’acquisto non richiede prescrizione medica. Costituiscono una fonte concentrata di sostanze quali vitamine e minerali, chimicamente simili o estratte dall’alimento, ossia nutrienti che troviamo in natura.

Per cui gli integratori non sono né medicinali né alimenti, sono composti da una o più sostanze spesso in quantità elevata di quanto consigliato dai LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) e per questo da tanti ritenuti più efficaci dell’alimento stesso.

Il concetto di integrare significa avere completezza, cioè assicurare al nostro organismo la miglior salute.

Oggi esiste un pregiudizio comune: il cibo che mangiamo non è in grado di sopperire al fabbisogno quotidiano di nutrienti, pertanto questi devono essere integrati. Infatti, l’integratore è diventato l’alibi per scappare dalle nostre cattive abitudini, come ad esempio un’alimentazione sbagliata, la sedentarietà. Una corretta alimentazione, invece, varia ed equilibrata in macro e micronutrienti risolve questo dilemma.

Gli italiani temono più di ogni altra cosa di ammalarsi e invecchiare, nonostante la crisi economica di questi ultimi anni, il mercato di questi prodotti registra un grande incremento. Infatti, uno studio effettuato dal Centro Studi FederSalus dimostrano che nel 2017 le vendite sono aumentate del 7,3% rispetto all’anno precedente per cui 1 italiano su 3 usa abitualmente gli integratori.

Stando a questo studio il 32% degli italiani dichiara di assumerli abitualmente e il 62% da oltre due anni; i numeri confermano l’aumento: un miliardo e 311 milioni di fatturato in farmacia più 189 milioni in altri canali di vendita. Il 33% degli italiani si affida al fai da te (38.7% uomini e 30.2% donne), decidendo da soli quali assumere e in quale periodo.

Ai primi posti nelle vendite troviamo i fermenti lattici, i multivitaminici e i dimagranti.

Assumere questi prodotti possono causare effetti collaterali?

Una ricerca dell’American Institute of CancerResearch ha svolto tre studi che hanno rilevato come il consumo elevato di integratori di betacarotene può associarsi ad un aumentato rischio di tumore al polmone e di carcinoma cellulare squamoso della pelle.

L’eccesso di vitamine idrosolubili C, gruppo B, ecc. il più delle volte è inutile, poiché viene eliminato con i liquidi dell’organismo, mentre le vitamine liposolubili A e D possono depositarsi nei tessuti e provocare danni.

Pertanto è chiaro che prendere una sostanza dal cibo che agisce in sinergia con altri microelementi, contenuti nell’alimento stesso è diverso da assumerla isolata all’interno di una pillola, di conseguenza l’effetto non può essere lo stesso.

Infine, per gestire al meglio l’uso di integratori consiglio di seguire questa guida:

  • Non fare da soli. Prima di assumere una pillola, meglio consultare il proprio medico, nutrizionista o dietista, saranno in grado di dare indicazioni precise e puntuali sulla necessità ed eventuali modalità di utilizzo di integratori che avete realmente bisogno.
  • Scegliere con cura gli integratori da utilizzare. L’utilizzo di integratori che forniscono un po’ di tutto non è utile e magari può peggiorare il problema di partenza. Per esempio l’assunzione di vitamina A per una donna in gravidanza può causare danni difetti nello sviluppo del feto.
  • Fare attenzione alle dosi e al tipo di integratori. È inutile ricorrere a dosi o tipi di integratori diversi. Nella maggior parte dei casi, i risultati che si ottengono saranno modesti o del tutto modesti.
  • Non superare le dosi consigliate. Controllare l’etichetta del prodotto che utilizzate e le sue indicazioni, non superare le dosi prescritte. Esistono documentati casi di tossicità epatica per integratori, come gli estratti di tè verde, l’acido linoleico, la vitamina A e altri prodotti commerciali.
  • Verificare provenienza e produzione degli integratori. Possono essere presenti inquinanti di vario tipo, sostanze indesiderate o tossiche e addirittura batteri patogeni. Selezionate prodotti di aziende con adeguata certificazione e attento controllo di qualità.
  • Non attribuire a queste sostanze poteri miracolosi. Spesso chi consuma integratori prova un senso di sicurezza o protezione e per questo dimentica le norme basilari come un alimentazione corretta e uno stile di vita sano.

Per concludere, fate sempre molta attenzione al prodotto che volete acquistare e all’etichetta in cui viene descritto il prodotto e per cosa si può utilizzare.

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