Intelligenza emotiva: la competenza per il successo

1449

Sei consapevole della tua intelligenza emotiva? Sai l’importanza che riveste nella vita di tutti i giorni? E sai che si tratta di una caratteristica di successo nel mondo del lavoro oggi?
Vediamo insieme che cos’è e come attuare 5 principali competenze per allenarla.

L’intelligenza emotiva è un aspetto dell’intelligenza legato alla capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie ed altrui emozioni.

La prima definizione di intelligenza emotiva è stata definita dai professori Peter Salovey e John D. Mayer nel 1990, i quali la definiscono come “l’abilità di accedere ai sentimenti e/o crearli quando facilitano i pensieri; l’abilità di capire l’emozione e la conoscenza emotiva; l’abilità di regolare le emozioni per promuovere la crescita emotiva e intellettuale”.

Nel 1995 Daniel Goleman affronta l’argomento definendo l’intelligenza emotiva come la «capacità di riconoscere i nostri sentimenti e quelli degli altri. Di motivare noi stessi, di gestire positivamente le emozioni, tanto interiormente, quanto nelle nostre relazioni”.

Le 5 fondamentali competenze emotive e sociale.

  1. Consapevolezza di sé: riconoscere i propri sentimenti e le proprie preferenze, utilizzandoli per prendere decisioni funzionali.
  2. Dominio di sé: dirigere le proprie emozioni al fine di raggiungere un risultato; essere in grado di procrastinare le gratificazioni per il perseguire di un obiettivo più ampio.
  3. Motivazione: utilizzare ciò che nell’intimo preferiamo al fine di condurre noi stessi verso il raggiungimento di un obiettivo, utilizzando gli insuccessi e le frustrazioni come sprone da cui imparare per proseguire al meglio.
  4. Empatia: essere in grado di percepire i sentimenti altrui, acquisendo una visione comune, avere fiducia nell’altro.
  5. Abilità sociali: saper gestire le emozioni nelle relazioni con gli altri, al fine di persuadere e guidare le persone, per dissipare conflitti e valorizzare la cooperazione e il gioco di squadra.

Lavorare con successo

Gli imprenditori hanno ben capito che per avere successo non sono sufficienti collaboratori dotati di buone capacità cognitive misurate dal Q.I., ma sono necessarie anche le capacità di tipo emotivo-relazionali. Sviluppare intelligenza emotiva, infatti, rende più produttivi i lavoratori.

In ambito dirigenziale chi sviluppa questo tipo di intelligenza dimostra di essere un buon leader, di saper ispirare trasmettendo entusiasmo ai componenti del gruppo di lavoro. Creano un buon clima, nel quale le persone, sentendosi a proprio agio, trovano soluzioni funzionali.

Il 34% di chi seleziona il personale (headhunter) attribuisce notevole importanza a questa capacità. È stata inserita nelle prime dieci competenze richieste entro il 2020 dal World Economic Forum.

Le dieci competenze annoverate sono:

  • Capacità di problem solving in situazioni complesse
  • Pensiero critico
  • Creatività
  • Gestione delle persone
  • Coordinarsi con altri
  • Intelligenza emotiva
  • Capacità di giudizio e prendere decisioni
  • Orientamento al servizio
  • Flessibilità

Alcune fra queste competenze erano già stata annoverate dall’O.M.S. nel 1994. Il W.E.F. ha portato l’attenzione di quanto in un futuro prossimo sia molto più importante investire sullo “sviluppo della persona più che sull’addestramento del professionista”.

Nel mondo del lavoro attuale che è in continuo mutamento, basato su un’economia globale, i flussi migratori, rendono sempre più eterogenee le tipologie di persone e quindi di clienti.

Applicare questo tipo di intelligenza diventa indispensabile in tutte le realtà che coinvolgano più persone, compresa la famiglia. Il genitore dotato di intelligenza emotiva è un vero leader, ispira e dirige i comportamenti al fine di ridurre i possibili conflitti, con la collaborazione di tutti i componenti.

L’importanza delle emozioni

In questi ultimi vent’anni è stata riconosciuta l’importanza delle emozioni nella qualità della nostra vita, in tutte le sfere che la compongono dalla salute alle relazioni, dalla vita privata a quella pubblica e lavorativa.

La parola emozione deriva dal latino emotio, che ha radice nel verbo movere, “mettere in movimento”.

Le emozioni mettono in movimento vari livelli, compreso quello fisiologico. Pensiamo ad esempio come un attacco d’ira o uno stato di felicità alterino la respirazione, il battito cardiaco, la pressione sanguigna. Hanno inoltre un’enorme influenza sul sistema cognitivo, in quanto influenzano i nostri pensieri, la nostra capacità decisionale; modificano il nostro comportamento agendo sul nostro non-verbale e para-verbale, ancora cerano la qualità del nostro sistema di relazione.

Le ricerche condotte (Mayer, Salivey, Caruso 1998 Emotional Intelligence Test; Emotional compentence inventory, ECI, Goleman & Boyatzis) dimostrano che essere in grado di auto motivarsi, riconoscere gli stati d’animo altrui, capire le proprie emozioni, non arrendersi di fronte alle difficoltà, ma perseguire un obiettivo aumentano l’autostima e l’autoefficacia. Sono quindi i fondamentali per il successo.

“Le scienze cognitive hanno spiegato come la capacità di riconoscere e guidare le proprie emozioni, fornisca la possibilità di gestire i sentimenti (propri e altrui) allo scopo di raggiungere gli obiettivi e ottenere successo”. Daniel Lumera

.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here