Irma Spattini: MasterCap è stato impattante per la mia carriera

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Irma Spattini

Irma Spattini (detta Monia) è un Health Coach e un’infermiera. Crede nelle persone. Considera la Salute come un Valore. Dal 1997 al 2018 è stata un professionista sanitario in area critica.

Oggi è un coordinatore infermieristico. L’incontro con il Mastercap è stato impattante. Durante le esercitazioni ha deciso di “lavorare” sul ruolo professionale pianificando un obiettivo Smartest verso una carriera organizzativa.

Per anni l’idea di cambiare ruolo è stata un’ipotesi remota. Iniziare a pensarla, scriverla, ha innescato un effetto domino. Irma si è messa in gioco arrivando a chiedersi: perché no?

Cosa significa Essere un MasterCap?

Sono tra i primi MasterCap in Italia. Matricola 27 del MasterCap 1 per la precisione. Quando mi chiedo cosa significa, sorrido e incredula mi dico che ancora me ne devo rendere conto. Essere un MasterCap significa lanciare il sasso un po’ più in là. Lanciare il cuore e la passione oltre l’ostacolo per raggiungerlo, con metodo. Un esempio? Il giorno in cui ho capito che una delle prove da superare era una maratona, il primo pensiero è stato: “tutto si può fare, ma una maratona, mi sembra impossibile”. Poi un passo alla volta, giorno dopo giorno, obiettivo nell’obiettivo, si arriva in fondo e con il sorriso. Ho cercato di divulgare il più possibile che avrei intrapreso l’avventura per crearmi degli alleati e per non correre il rischio di ritirarmi all’ultimo secondo. Non si sa mai. Mi sono messa davanti al fatto compiuto. Tutti sapevano. Non averi potuto ritirami. Ho la mia medaglia, sono arrivata in fondo, viva e col sorriso.

Come sono stati questi due anni MasterCap?

Sono stati due anni intensi in cui ho fatto succedere dei cambiamenti nella mia vita, soprattutto, lavorativa. Ora mi sento una donna ed una professionista di successo.

Quali cambiamenti hai ottenuto frequentando MasterCap?

Le trasformazioni sono avvenute prevalentemente in ambito lavorativo. Durante l’inizio del percorso, mi sono fissata l’obiettivo di diventare coordinatore infermieristico e di intraprendere la carriera organizzativa in un anno. Il percorso è iniziato a dicembre 2017. A giugno 2018 sono diventata coordinatore infermieristico. Ho deciso di concentrarmi sul ruolo professionale e pianificare obiettivi a 1/3/5 anni e di perseguire l’obiettivo Smartest in modo chirurgico.

Hai avuto delle difficoltà in questi due anni?

Gli ostacoli incontrati li ho accolti come sfide. Gli ostacoli hanno cadenzato delle scelte necessarie per definire in modo chiaro le priorità.

Quali lezioni hai imparato in questi due anni?

In questi due anni ho imparato lezioni diverse. Innanzitutto la consapevolezza di essere una persona e una professionista con un metaprogramma “Verso”. Ho fatto mia una linea guida, uno slogan “è solo una questione di tempo” per cui tutto si può raggiungere. Fondamentale avere le 5 A del successo.

MasterCap mi ha fatto scoprire Alleati fondamentali. L’allenamento unito alla passione sono diventate leve determinanti per raggiungere obiettivi ben formulati. Ho anche definito quali sono i miei Valori fine. Uno di questi è il Tempo. Una preziosità che va condivisa e regalata a chi davvero lo merita. Ogni momento è unico, prezioso e irripetibile. Chi regalerebbe gioielli inestimabili a chicchessia?

Diventa Health Coach MasterCapQuale è stato il click che ti ha portato al cambiamento?

Il cambiamento si può ignorare, subire, cavalcare o promuovere. Vederlo come problema o opportunità. Dopo ventuno anni di emergenza urgenza, pensavo di aver raggiunto la mia zona di confort, sarebbe stato difficile, quasi impossibile fare il passo verso un altro ruolo. Amavo e amo essere a stretto contatto con situazioni al limite. Vivevo le emozioni insieme ai miei assistiti, li accompagnavo verso una situazione più opportuna, c’ero nel momento del bisogno di salute. Essere un infermiere del 118 poteva dire fare davvero la differenza. Ormai ero considerata esperta. Potevo restare nella mia zona di confort.

Poi la curiosità mi ha fatto andare oltre. Partecipare ai concorsi è stata una specie di gioco. Non avevo nulla da perdere. Dicevo con i collaboratori “Se resto dove sono, sono al top. È ciò che volevo fare. Mi piace il mio lavoro: adrenalina, ambulanza, elicottero, imprevisti. Se dovessi vincere un concorso, posso provare a vedere qualcosa di nuovo. Sicuramente avventuroso.” La vincita del concorso è stata una doccia fredda. Ho pianto. Ho pensato di rinunciare e restare dov’ero con i colleghi, alcuni dei quali amici, con le mie certezze.

Ho colto la sfida, partecipato a vari concorsi fin quando non sono riuscita nel mio intento. Ho scoperto il momento giusto, deciso da me. Ho deciso di intraprendere e cambiare ruolo per arrivare a più persone/professionisti possibili con un messaggio chiave: fare la differenza in Sanità è possibile. Per me è il Team che può fare la differenza attraverso la condivisione e alleandosi.

Come hai vissuto il cambiamento professionale?

Avevo già socchiuso una porta. L’organizzazione è un pezzo della mia vita. Mi sono detta organizzo viaggi dall’altra parte del mondo, non sarà molto diverso organizzare professionisti che fanno la differenza, che sono la differenza tra una mera prestazione e l’assistenza. Non sapevo dove fosse il luogo in cui sarei andata a lavorare, non conoscevo le persone. Non sapevo neppure esattamente come l’U.O. a cui ero destinata svolgesse l’assistenza. Ho avuto paura. Eppure mi sono detta. C’è sempre una prima volta, il mare è fatto di gocce. Mi sono ricordata la prima volta da sola in ambulanza, ora ormai esperta, di nuovo lanciata verso il nuovo. L’ultima arrivata, la non esperta. Il ricominciare di nuovo. Come a ogni missione, ad ogni ingresso in gruppi nuovi. Mi sono detta se ce la fanno altre persone ce la faccio anche io. Ho con me le 5 A del successo. Alimentazione, Amore, Allenamento, Alleati, Atteggiamento. Mettendole in pratica posso far succedere le cose, ed essere una persona di Successo.

Il futuro cosa riserverà?

Intanto l’obiettivo a un anno è stato raggiunto. Per ora assaporerà, consoliderà e festeggerà il primo passo verso una carriera organizzativa. Fra tre anni mi vedo dirigente e fra cinque, Ministro della Salute. Attenti ho iniziato a raccontarlo a tutti, un po’ come per la maratona, potrebbe essere solo una questione di tempo, tenetemi d’occhio!

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