La paura ai tempi del Covid: cos’è e come gestirla

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coppia spaventata

La paura del contagio può generare ansia e stress. Come affrontarla nella fase 3 e superare la paura di uscire e incontrare le persone?


Provare paura è molto comune in questo momento così particolare e destabilizzante. Sono, infatti, i tempi in cui abbiamo assistito allo spettacolo di strade vuote, negozi di vario genere chiusi, attività interrotte, poca gente in giro e, comunque, solo per ragioni di “necessità”. Abbiamo assistito anche all’assalto inconsulto dei supermercati, esonerati dalla chiusura, per un irrazionale accaparramento di cibo.

Una serie di restrizioni decise dal Governo per cercare di “contenere” l’avanzare del più recente virus: il Covid 19.

Come spiegare tutto ciò?

Inutile nasconderlo, si è insinuata in ciascuno di noi la paura del contagio, dell’epidemia, in questo caso specifico dell’ultimo virus, identificato ma, a detta degli esperti, ancora per lo più sconosciuto. È la “paura della paura”.

Si innesca così un meccanismo perverso che si può riassumere come: “paura del contagio e contagio della paura”.

Da sempre le malattie infettive, lo dice anche la letteratura quando descrive “pestilenze” del passato, creano nella nostra mente “fantasmi invisibili” innescando la paura ed il panico.

Ne è prova il paradosso che malattie ben più letali e cause primarie di morte come quelle cardiovascolari o il cancro, non essendo trasmissibili, non suscitano le stesse paure.

Il meccanismo che si impadronisce di noi in questi casi è quello di non poter accettare che non possiamo controllare tutto e che basta un micro organismo a destabilizzare tutte le nostre certezze e sicurezze.

Così anche lo stesso vicino di casa con il quale il giorno prima intrattenevamo rapporti cordialmente “normali”, viene percepito come “untore”, come nostro nemico dal quale guardarci e stare lontani. Che strano paradosso!

Cos’è la paura

È utile effettuare una brevissima disamina di quello che può essere la paura, considerando che la complessità della materia non mi permette approfondimenti che potrebbero risultare molto ostici.

La paura è uno stato emotivo, un‘emozione, che interessa ogni essere umano in maniera variabile. Tuttavia essa è anche un “meccanismo” di allarme, che generalmente percepiamo come negativo, ma che può essere funzionale alla nostra protezione e salvezza.

L’organismo umano, di fronte ad un evento minaccioso, ha reazioni che sono assai simili a quelle di numerosi animali.

È una delle emozioni più antiche, insita nell’uomo fin dalla sua comparsa sulla Terra ed ha un ruolo di “adattamento” fra i più sofisticati nel nostro organismo, tanto da essere “prioritaria” nel mettere in moto una serie di meccanismi sia nella nostra mente che nel nostro corpo.

Cosa avviene nel cervello?

Il nostro cervello è una struttura meravigliosa e talmente complessa da risultare ancora in parte sconosciuta anche agli stessi scienziati per cui esamino solo alcuni aspetti cercando di renderli comprensibili.

Il circuito della paura predispone l’organismo alla reazione ancor prima di comprendere quale sia l’eventuale minaccia.

Questo accade perchè agisce al di fuori del controllo razionale e conscio. Infatti si mette in moto in una struttura antichissima posta nella profondità dell’encefalo che è il sistema limbico formato dal talamo, ipotalamo, ippocampo e amigdala. Questa struttura esamina solo elementi essenziali di una condizione di pericolo e non i dettagli. È un sistema rapido, ma poco preciso.

Le elaborazioni più precise poi avvengono in un’altra parte del cervello che è la corteccia cerebrale che permette una valutazione del pericolo e di mettere in moto possibilità ed opzioni nelle azioni.

Poi c’è tutta la nostra parte conscia che consente di prendere le decisioni adeguate e di riconoscere le emozioni, compresa la paura, in modo consapevole.

Possiamo gestire la paura del contagio?

La risposta è sì. La possiamo gestire attraverso la nostra presa di coscienza e mettendo in atto comportamenti funzionali.

Intanto non alimentando ulteriormente l’ansia con la ricerca spasmodica di informazioni. TV, giornali, internet sono stracolmi di notizie inerenti questa nuova epidemia che si sovrappongono fra loro creando a volte grandi incertezze spesso contraddittorie. È buona norma in questo momento attenersi alle fonti ufficiali che sono quelle governative.

Mantenere lo stato di calma perchè il panico e l’ansia si alimentano da sole e possono paradossalmente indurre a condotte e azioni a rischio.

Avere la consapevolezza che l’essere preoccupati per la propria salute è normale, ma non deve diventare un’ossessione.

Quali comportamenti possiamo adottare?

Assodato che non possiamo modificare gli avvenimenti esterni poiché non dipendono dalla nostra volontà (le epidemie rientrano in questi), quello che possiamo cambiare è il nostro atteggiamento nel mettere in moto azioni che dipendono da noi.

Alle “aggressioni virali e batteriche” la medicina contrappone rimedi farmacologici adatti a contrastarle. Tuttavia a volte tali rimedi possono essere non sufficienti o mancare addirittura. Quello che possiamo fare in questi casi è aumentare l’efficienza del nostro sistema immunitario.

Comportamenti adatti a tale scopo nel settore della naturopatia e dell’erboristeria possono venirci in aiuto, specialmente negli atti preventivi.

Come aumentare le difese immunitarie?

Esaminiamo alcune “strategie”:

  • Alimentazione: è l’aspetto più importante perchè ci si alimenta tutti i giorni e più volte al giorno. È indispensabile, dunque, seguire un’alimentazione il più possibile naturale scegliendo cibi non inquinati, integrali ed evitando di sovraccaricare il sistema digerente con zuccheri, grassi saturi e tutto quello che viene definito “junk food”. È molto utile utilizzare le spezie perchè hanno potere antiossidante. Assumere bevande e preparati fermentati tipo Kombucha e Kefir per tenere in equilibrio la flora batterica. È buona norma anche periodicamente supplementare la flora batterica con l’uso di lactobacilli ed integratori di Vitamina D.
  • Presidi di tipo “erboristico”: Molte sono le voci che possono concorrere a riaffiorare il nostro sistema immunitario come gli oli essenziali di timo, limone, tea tree (solo per citarne alcuni). Questi assunti nelle quantità opportune e cioè 1-2 gocce su un cucchiaino di miele per 2 volte al giorno. La propoli avendo una buona capacità antibatterica può essere presa in quantità minime come prevenzione, così come alcuni funghi cosidetti “medicinali” quali il Cordyceps, lo Shitake, il Maitake, il Reishi ed altri.

E le erbe?

Suggerisco un paio di miscele di erbe.

Per modulare il sistema immunitario:

  • Echinacea
  • Rosa canina
  • Timo
  • Menta

In parti uguali in misura di 1 cucchiaio da minestra per tazza di acqua bollente in leggero decotto. Lasciar raffreddare (tiepida) e assumerne 2-3 tazze al giorno.

Miscela rilassante per placare il nervosismo:

  • Passiflora
  • Melissa
  • Camomilla
  • Finocchio

in parti uguali: 1 cucchiaio di questa miscela per tazza di acqua bollente in infusione. Lasciar raffreddare (tiepida) e assumerla alla sera prima di andare a letto, ma se serve anche durante il giorno in stati di particolare agitazione.

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