Monica Cabras, MasterCap fa parte della mia vita

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Monica Cabras nasce a Ravenna e lavora come infermiera professionale dal 1994. Ha lavorato per diverse strutture del Gruppo Villa Maria SPA come strumentista di sala operatoria.

Dal 2010 lavora presso la struttura Domus Nova di Ravenna come strumentista infermiera di emodialisi.

Nei suoi 25 anni di attività infermieristica ha imparato che essere infermiera significa credere nell’umanità delle persone. Significa mettere da parte le proprie problematiche per farsi carico delle preoccupazioni altrui senza essere invadenti. Essere infermiera significa vivere giorno e notte tra vita e morte, tra successi e sconfitte. Significa rassicurare e lavorare instancabilmente per il benessere altrui.

Nel 2016, causa una patologia importante, diventa lei stessa paziente e capisce ancora di più cosa significa perdere la salute. Si rende conto dell’importanza di avere un atteggiamento positivo per riuscire a combattere la malattia. Nel 2018 conosce MasterCap e immediatamente capisce che era ciò che cercava da tanto tempo per se stessa e per i pazienti di cui giornalmente si prende cura.

Cos’ha significato per te MasterCap?

È stata una scoperta. Una rivelazione sotto tanti punti di vista. MasterCap mi ha fatto conoscere chi è la vera Monica e cosa è in grado di ottenere, per se stessa e per gli altri. MasterCap è crescita personale. È amore, emozione, è vivere con un gruppo di pari che,  come me, vuole il meglio dalla propria vita.

Cosa ti ha portato a MasterCap?

Da due anni la mia vita era cambiata in quanto una patologia tumorale aveva cambiato le mie priorità. La vita è breve e merita di essere vissuta in pieno realizzando ciò che hai nel cuore, così decisi di puntare su me stessa in un percorso di crescita personale.

Nel maggio del 2018 ebbi l’opportunità di partecipare ad un evento di San Marino che permetteva di ottenere i crediti ECM. In quanto infermiera colsi l’occasione e partecipai. Incuriosita di sapere di cosa si trattasse, andai sul sito dell’Health Coaching Accademy e fui magicamente rapita da ciò che era MasterCap. All’evento conobbi i ragazzi che da qualche mese stavano partecipando al Master. Guardai i loro occhi e i loro sorrisi. Erano quelli di persone che stavano cambiando in meglio la loro vita, allora presi la decisione di iscrivermi al Master.

Cosa significa essere un MasterCap?

Essere MasterCap è cuore ed emozioni. Un MasterCap non si scoraggia davanti all’ostacolo, ma con tutta la forza e la grinta supera i propri limiti. La vita è piena di ostacoli, ma con un atteggiamento positivo, gli strumenti giusti e la consapevolezza si porterà a casa il risultato. Essere MasterCap significa sapere di far parte di una grande famiglia, di non sentirsi mai soli e di avere sempre alleati, in qualsiasi occasione.

Cosa significa per te essere un Health Coach?

Significa essere vera, leale e coerente con me stessa in primis e poi con chi mi circonda. Ho imparato che ciò che dico e penso, lo metto in pratica. Questo fa in modo che le persone si fidano di me e di conseguenza si affidino, in quanto consapevoli che ho la capacità di prenderli in carico, perchè prima l’ho sperimentato su di me, aiutandolo a raggiungere i loro obiettivi.

Qual è stata la tua trasformazione dal punto di vista relazionale, personale, lavorativa nel corso dei due anni?

Sono cambiata sotto tutti i punti di vista.
Nella mia trasformazione i tre verbi molto importanti sono: ascoltare, comunicare, capire chi ho di fronte. Prima ascoltavo senza interesse chi mi parlava avendo la presunzione di potergli far cambiare opinione su determinati argomenti per cui anche la mia comunicazione risultava molto superficiale creando di conseguenza il più delle volte anche conflitti.

Ora comunico in modo efficace con il piacere di conoscere il punto di vista dell’altro. Ogni persona è differente. Pensa e vive in base alle proprie esperienze diverse dalle mie e quindi sono consapevole che posso imparare qualcosa di nuovo.

Grazie a questo anche il mio modo di lavorare è cambiato.

Gli strumenti che ho appreso in questi due anni mi hanno permesso di fare la differenza come infermiera, di comunicare in modo corretto con il paziente. Questo non riguarda la gentilezza, ma significa cambiargli la realtà.

Comunicare in modo efficace è diventata una delle componenti essenziali del processo di guarigione e il raggiungimento del benessere psico- fisico- emozionale del paziente.

Quali le difficoltà che hai incontrato?

Sono state tantissime. Mi sono scontrata con le mie credenze, le mie convinzioni.
Sono sempre stata una persona che al primo fallimento mollava. Non portavo a termine ciò che mi ero prefissata di raggiungere per cui in questo percorso mi sono trovata a sconfiggere e a buttare giù tutti gli autosabotaggi che costantemente facevano parte della mia vita.

Ero convinta di non poter correre. Erano 40 anni che non mi muovevo a causa di un infortunio al ginocchio da bambina. Con mia grande soddisfazione piano piano mi sono resa conto che era tutto possibile. Ricordo la prima volta che ho accennato una corsetta, mi sono messa a piangere perché mi ero privata per tanti anni di correre con i miei nipoti convincendomi che il ginocchio infortunato me lo impediva.

Ero convinta di non riuscire a scrivere un libro. I libri li scrivono le persone importanti, mi dicevo. “Cosa mai avrei potuto raccontare io? Povera infermiera!” Avevo un bruttissimo dialogo interno. Poi ho capito che nel fare si ottengono i risultati. Cosi ho scritto e pubblicato il mio libro che considero il mio capolavoro perché mi ha dato la consapevolezza di poter raggiungere finalmente ciò che voglio e di non arrendermi alla prima difficoltà.

In questi due anni ho dovuto iniziare di nuovo a studiare e, quindi, ho dovuto imparare ad organizzare la vita di tutti i giorni tra lavoro, studio e poi, ovviamente, le sfide da portare a termine. Ammetto che ho avuto un cedimento. Volevo mollare al primo anno perché dentro di me non sentivo alcun cambiamento. Fu il mio angelo, la mia alleata, la mia buddy che mi fece tornare sulla retta via. Ognuno ha i suoi tempi e avevo deciso che la mia vita doveva cambiare in meglio.

Quali sono le lezioni imparate in questi due anni?

Ho imparato a soddisfare in primis i miei bisogni e di conseguenza a volermi molto bene evitando così di compiacere gli altri creando insoddisfazione in me stessa. Ho capito che crescere come persona è una costante nella mia vita.

Una crescita che raggiungo quando realizzo i miei obiettivi, ma anche quando dentro di me c’è il desiderio di un arricchimento continuo in qualunque settore della mia vita: professionale, personale e spirituale.

Penso che ogni volta è un nuovo inizio, una spinta verso l’evoluzione, un modo per migliorare qualcosa ed essere soddisfatta di ogni passo che faccio anche quando questi passi si chiamano “cadute”, “errori”.

Per me queste sono grandi opportunità di crescita. Molte persone considerano i percorsi di crescita e di formazione come un costo, io lo considero un investimento. Andare al ristorante ha un costo, formarsi e sviluppare attitudini per me è un investimento. Formarsi e crescere come persona riempie la nostra mente, migliora la nostra vita e genera opportunità rendendoci liberi.

Cosa ti lascia MasterCap?

MasterCap fa’ parte della mia vita.

Mi ha dato talmente tanto che per me è diventato uno stile di vita. Mi ha insegnato a non arrendermi, a guardarmi dentro e parlarmi in modo corretto e funzionale. Mi ha insegnato a credere in me stessa e nelle mie capacità, a vedere il bello in ogni persona e senza giudizio

Quali sono i tuoi i tuoi obiettivi futuri?

Finire il terzo anno per arricchire ulteriormente la mia preparazione, continuare a studiare per diventare un ottimo Health Coach e diventare istruttore BLSD per Fipes Group. Ho in stesura il secondo libro sulla gestione dell’aggressività in campo sanitario.

Come ti vedi tra 5 anni?

Meravigliosamente sicura di me stessa. Mi vedo su un palco a fare formazione agli infermieri per ciò che riguarda la comunicazione efficace al paziente. Mi vedo Trainer di HCA capace di diffondere la mia consapevolezza e formare le persone amandole e sostenendole.

A chi consiglieresti MasterCap?

Lo consiglio a tutti, ma dev’essere una scelta ben ponderata.
Nella nostra vita nulla di ciò che è vivo resta immutato. Tutto cresce, evolve, si modifica.

Molte persone, però fanno fatica ad accettare questo perché cambiare significa doversi mettere in discussione, porsi domande, riflettere, capire e maturare. Tutto ciò comporta fatica, spesso anche sofferenza, e molti per non affrontare tutto questo, scelgono di opporsi al cambiamento. Se sono costretti a subirlo, decidono di incolpare il mondo esterno di quella modifica.

Chi, invece, affronta la realtà ed è capace di mettersi in discussione e maturare, sicuramente soffrirà di più, ma ne uscirà più consapevole facendo tesoro dell’esperienza precedente diventando una persona migliore sotto molti punti di vista. Ma questo è una scelta che non tutti hanno il coraggio di affrontare.

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