La paura del giudizio altrui

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La paura del giudizio degli altri

La dipendenza dal giudizio degli altri è una delle forme di condizionamento più diffuse, in grado di renderti la vita un inferno e di ostacolare la tua volontà. Si tratta di sentirsi sotto pressione per la paura che possano essere espressi apprezzamenti negativi nei tuoi confronti e che, per questo, tu possa essere escluso da una determinata cerchia di persone.

Ciò può riguardare l’ambito lavorativo, ma anche la famiglia, gli amici, dei conoscenti e così via. La paura del giudizio altrui, inoltre, innesca una serie di atteggiamenti incongrui con la tua persona, spingendoti a essere un giocoliere che passa da una personalità all’altra senza essere mai te stesso.

Ti sei mai reso conto di dare estremo valore al giudizio che gli altri possono avere su di te, magari condizionandoti appositamente?

Se la risposta è sì, allora questo articolo fa per te! Per prima cosa, analizzeremo quali sono i comportamenti che più spesso vengono assunti a causa di questo timore e, in seguito, forniremo qualche consiglio inerente a ognuno di questi.

#zeroscuse sta arrivando

Cercare di piacere a chiunque.

Comunemente si tende a trascurare la propria sfera personale di bisogni, desideri e progetti per adattarsi il più possibile a quella altrui, strappandosi così da sé stessi.

Ciò significa che l’importanza data a sé stessi sarà sempre meno, a differenza del carico di insoddisfazione e frustrazione, che invece aumenterà di pari passo per proporzione inversa.

Ti invito a chiederti:

ma si può, o è proprio necessario piacere a tutti?

O forse l’essere sé stessi implica già il fatto che piaceremo a qualcuno e non a chiunque?

Non è possibile piacere a tutti!

Reticenza a chiedere aiuto.

Temendo di sembrare deboli o incapaci, e per non essere feriti nel proprio orgoglio, non si chiede mai aiuto, anche quando la necessità lo richiede sul serio.

Questo comportamento può essere sempre ricondotto alla paura di essere rifiutati o etichettati in malo modo, quando non ci si accorge che il rifiuto della richiesta non fa altro che aggravare la situazione di difficoltà in cui ci si trova, senza portare alcuna soluzione efficace.

Lasciarsi definire dagli altri.

Significa accettare incondizionatamente il pensiero che gli altri hanno di te e che, ai loro occhi, ti definisce.

Questo, ovviamente, cambia di persona in persona ed è facile che si crei confusione: se ciò che ti viene detto su di te è qualcosa di positivo, allora ti sentirai rinfrancato e sereno, tuttavia, saranno solo sensazioni dalla vita breve, perché appena sopraggiungerà un riscontro negativo incomincerai a criticarti pesantemente senza riserve, portandotelo dietro per giorni.

Dobbiamo accettare il giudizio che gli altri hanno di noi!

Sentirsi sempre chiamato in causa.

Vuol dire sentirsi coinvolto in ogni evento, grande o piccolo che sia, e percepire ogni atto mancato come un colpo diretto alla propria persona, derivato da una propria incapacità o carenza generale. Questo modo di pensare nutre un perenne stato di allarme, ansia e preoccupazione eccessiva che porta rapidamente allo sfinimento.

Ti invito a chiederti:

non pensi di essere troppo al centro dell’ attenzione? Non credi di prendere tutto troppo sul personale?

Porsi dei grossi limiti.

Per cercare di apparire perfetti e incapaci di commettere anche solo un errore, si tende a reprimere violentemente la propria volontà, per poi dover fare i conti con un dolore interno che cresce a ogni nuovo blocco improvviso. Così si ignorano i propri desideri reali per non voler deludere delle aspettative che si pensa gli altri abbiano sulla propria persona, quando, invece, essi non derivano da altri che da sé, poi proiettati su terzi.

Ora, nel momento in cui ti trovi a dover affrontare un giudizio altrui, devi sempre ricordarti di fare un passo indietro e riflettere, invece che accoglierlo direttamente senza alcun tipo di freno.

È giustissimo ascoltare il parere degli altri per migliorare sé stessi, ma non tutto quello che ti viene detto è davvero utile a questo scopo, perciò bisogna saper filtrare e non dimenticare di chiamare in causa te stesso per primo!

Non mettere in discussione esclusivamente te stesso, dando per scontato che tutto quel che senti sul tuo conto sia esatto, ma anche il pensiero che ti viene rivolto.    

Non mettere troppo in discussione te stesso!

In conclusione.

Ecco qualche consiglio che ti tornerà utile nel caso ti trovassi in situazioni analoghe a quelle sopra descritte:

  • Ritrova te stesso, accettandoti nei tuoi pregi e nei tuoi difetti e abbandona la fissa dell’andare a genio a tutti quanti: non è possibile e, soprattutto, ciò non significa realizzare davvero sé stessi, ma, semmai, annegarsi;
  • Non sentirti in difetto nel chiedere aiuto: non è sinonimo di debolezza, ma, anzi, di maturità e consapevolezza delle proprie capacità;
  • Abbi la pazienza di conoscere te stesso gradualmente, prendendoti ogni giorno il tuo tempo senza farti fretta, e non farti sballottare come una pallina da flipper dai pareri altrui senza rifletterci sopra: ciò significa ignorare sé stessi, non cercarsi;
  • Smetti di pensare di essere il centro dell’universo e che qualsiasi cosa ti accada attorno abbia a che fare per forza con te: calibra le situazioni con più attenzione e dai il giusto peso alle cose;
  • Essere perfetti è impossibile e tentare di esserlo in ogni situazione non fa altro che logorarti. Ascolta i tuoi desideri e non metterti sempre al servizio degli altri come uno zerbino: la prima persona a doversi prendere cura di te sei proprio tu!
  • Non temere di sbagliare, poiché ognuno lo fa: è naturale, è così che si impara!
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