Sindrome dell’impostore: 7 modi per vincerla

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sindrome dell'impostore

Hai raggiunto i tuoi obiettivi, hai fatto carriera e hai avuto successo nella vita eppure ti senti un bluff, una truffa. Come mai? Hai la sindrome dell’impostore. Ecco come vincerla.

Nonostante tutti i risultati ottenuti nella tua vita ti senti inadeguato o di non essere all’altezza. Oppure pensi di non aver fatto nulla, o di non aver meritato tutto quello che hai raggiunto. O ancora, resti sempre nell’angolo, lasci andare avanti gli altri perché credi che siano più bravi, in gamba, qualificati e intelligenti di te.

Ti ritrovi in queste affermazioni?

Allora sei affetto dalla Sindrome dell’impostore, ovvero quella strana sensazione che ti porta a non riconoscere le tue capacità e a non riuscire a godere dei tuoi traguardi, perché li avverti come il frutto di eventi fortuiti e immeritati. Dopotutto chiunque può fare quello che hai fatto tu, giusto? Sbagliato!

Non ti preoccupare sei in buona compagnia, secondo l’International Journal of Beavioral Science circa il 70% delle persone sperimenta questo disagio almeno una volta nella vita. E sono soprattutto le donne.

“Più è grande il tuo potenziale, più sarà grande la tua insicurezza. La presunzione è il premio di consolazione dei mediocri.” – Robert Hughes

Cos’è la sindrome dell’impostore

Non si tratta di una malattia è semplicemente un disagio che non permette di interiorizzare i propri successi impedendo a volte di far carriera o di chiedere un aumento, o una promozione, o ancora di mettersi in proprio.

Il termine fu coniato per la prima volta nel 1978 da Pauline Clance e Suzanne Imes, specialiste in psicologia clinica, per definire un problema tipicamente delle donne. Secondo loro chi ne soffre sente di non meritare il proprio successo, pensa di avere raggiunto determinati risultati solo grazie alla fortuna, si sente inadeguato di fronte ai complimenti, sminuisce i propri successi e prova un profondo senso di vergogna, sente come se stesse imbrogliando gli altri nascondendo chi è veramente: ovvero un falso.

I risultati raggiunti, infatti, vengono subito sminuiti: il loro mantra è “non ho fatto nulla di così importante o speciale, potrebbe farlo chiunque, non sono stato davvero bravo, è stata solo fortuna”.

Chi sono i soggetti a rischio?

Le donne sono maggiormente colpite da questa sindrome, ciò nonostante, molti uomini presentano questo disturbo. Ma a parità di competenze gli uomini, rispetto alle donne, hanno più fiducia in se stessi pensando di essere qualificati per il loro ruolo, mentre le donne credono di non esserlo. Nonostante studi, specializzazioni e continui aggiornamenti le donne sentono come se mancasse sempre qualcosa. Gli uomini, invece, non sentono questa mancanza.

La peculiarità di questo disturbo è che insorge proprio nelle donne che sono più competenti e brave nel proprio lavoro.

Forse non sapete che i veri impostori, invece, non si rendono conto dei propri limiti ed errori e pertanto non si percepiscono tali. Si sentono molto bravi e competenti tendendo costantemente a sovrastimare le proprie performance.

“Gli sciocchi e i fanatici sono sempre così sicuri di sé stessi. Mentre le persone sagge sono anche quelle che nutrono più dubbi” Bertrand Russell

Pare, infatti, che tra le persone di successo sia abbastanza comune soffrire di questa sindrome. Tra queste troviamo: lo scrittore John Steinbeck, le attrici Meryl Streep, Jodie Foster e Kate Winslet. In passato ne è stato vittima anche Albert Einstein. Tutti hanno vissuto un profondo senso di inadeguatezza che fa sentire immeritati i traguardi raggiunti.

impostore uomo con la maschera

I campanelli d’allarme: perfezionismo, autocritica, paura di fallire, insoddisfazione…

I sintomi di chi soffre di questa sindrome spesso sono un eccesso di perfezionismo e autocritica dove il perfezionismo diventa l’ostacolo maggiore da superare. Quando pretendi da te stesso di essere il migliore in assoluto in qualsiasi cosa fai e in qualsiasi campo, finisci con il non sentirti abbastanza. È importante rendersi conto che è impossibile essere bravi in ogni cosa. Nessuno è migliore in tutto.

Un altro segnale di questa sindrome è il constante senso di insoddisfazione. Se non sei in grado di riconoscere i tuoi successi come puoi gioirne? Se poi a questo si aggiunge il confronto con l’altro: esci sempre sconfitta. Paragonandoti all’altro tu ti sentirai sempre in difetto perché non sarai oggettivo e ti sminuirai.

Infine un’altra costante è la paura del fallimento. Questa paura causa un forte sovraccarico e genera ansia e stress.

Questi sentimenti ti sono familiari? Benvenuto nel club di chi soffre di sindrome dell’impostore.

7 pensieri prevalenti di chi soffre della sindrome dell’impostore

Ecco i 7 pensieri più diffusi di chi soffre di questa sindrome:

  1. “Se sono stato capace io, possono farcela tutti.” Questa frase è la personificazione dell’auto-svalutazione. Qualsiasi traguardo abbiano raggiunto, credono che a parità di situazione chiunque altro avrebbe potuto eguagliarlo o addirittura fare di meglio.
  2. “Non posso accettare questi complimenti…” i complimenti mettono a molto disagio. Chi ha la sindrome dell’impostore potrebbe pensare “non lo pensa davvero, me lo dice solo perché mi vuole bene…” oppure “lo dice solo per farmi piacere..”.
  3. Non è merito mio…” chi soffre di questa sindrome quando accetta un piccolo aiuto e raggiunge un risultato il merito non sarà suo ma del “lavoro di squadra”. Questo è legato all’autosvalutazione del proprio lavoro.
  4. Mi sopravvaluti troppo…”. Un’altra conseguenza dei complimenti è quella di sentirsi sopravvalutato.
  5. Sono un buono a nulla…” Chi soffre della sindrome dell’impostore ha paura che gli altri possano notare la propria inadeguatezza e incapacità. La conseguenza di questa inadeguatezza è sentirsi sotto pressione generando ansia e stress che possono minare le relazioni e le lavoro.
  6. Non merito tutto questo…” Per chi soffre di questa sindrome nessun riconoscimento è meritato perché lei/lui per prima/o non riesce a valorizzare i suoi successi, non riesce a interiorizzarli, a vederli finendo così a non viverli come dovrebbe.
  7. Sono solo molto fortunato” Ripetere questa frase vuol dire non riconoscere le proprie capacità e i propri successi, finendo per credere che il merito della propria crescita personale/professionale sia legato semplicemente alla fortuna anziché al suo impegno e bravura.

“Il saggio sa di essere stupido, è lo stupido, invece, che crede di essere saggio”. William Shakespeare

7 mosse per liberarti dalla sindrome dell’impostore

Come liberarsi dalla sindrome dell’impostore e godere dei propri successi?

Ecco 7 strategie, per dire addio alla sindrome dell’impostore:

  1. Ricordati dei tuoi risultati. Metti nero su bianco tutti i tuoi successi e le motivazioni per cui li hai ottenuti. Non te ne viene in mente nessuno? Chiedi ad un amico. Poi appendi la lista dove puoi vederla ogni giorno;
  2. Evita il perfezionismo. Se pretendi di essere impeccabile, qualunque cosa farai non basterà mai. Sii meno esigente con te stesso.
  3. Chiedi una seconda opinione. Per vedere i tuoi successi sotto una luce obiettiva hai bisogno del supporto di un mentore nel tuo campo, Quindi, meglio evitare il consiglio del tuo migliore amico;
  4. Lascia andare. Gli errori fanno parte della vita. Nessuno ne è esente. Se sbagli, impara e vai oltre, senza rimuginare.
  5. Parlane. Parlare con le altre persone aiuta. Potreste scoprire che non siete soli e che proprio quelli che apprezzate e stimate di più soffrono, a loro volta, della sindrome dell’impostore.
  6. Prenditi del tempo durante il giorno per riflettere. Prenditi del tempo per ricordarti che tutti i risultati raggiunti sono meritati, li hai raggiunti grazie alle tue competenze e capacità, sei in grado di affrontare qualsiasi impegno o difficoltà professionale.
  7. Accetta i complimenti. Impara ad accettare i complimenti, smetti di sminuire i tuoi successi. Un “grazie” di cuore basta e avanza, ed è più sano.
 E poi: fare meglio in assoluto è un obiettivo irrealistico. Più sensato proporti di fare del tuo meglio quel che c’è da fare.
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