10 Parole “magiche” che aiutano la comunicazione

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Le parole guidano la nostra conversazione, possono renderla piacevole o noiosa, interessante o fastidiosa. Saper usare le parole giuste aiuta a mantenere viva l’attenzione.

Scopriamo le 10 parole che possono cambiare il corso di una conversazione.

Gli studi sulla comunicazione umana hanno messo in evidenza che l’uso di determinate parole può facilitare la relazione o, al contrario, può essere una barriera perché, in qualche modo, ferisce il nostro interlocutore.

Le parole creano la nostra realtà. Producono nella nostra mente delle immagini che impattano a livello emotivo e guidano i nostri comportamenti. Hanno quindi un “peso” che agisce sulla nostra percezione di noi stessi, degli altri e del mondo che ci circonda.

In funzione di chi ci troviamo davanti, del messaggio che vogliamo trasmettere e del risultato che vogliamo ottenere con la nostra comunicazione è, quindi, importante fare attenzione ai vocaboli che utilizziamo nella nostra conversazione. Per aumentare l’efficacia delle nostre parole è importante ricordarsi di avere una giusta intonazione, atteggiamento e gestualità.

Ecco 10 vocaboli che se inseriti nella comunicazione, contribuiscono a suscitare interesse, curiosità e a mantenere elevato il nostro livello di attenzione.

  • Si. È una parola molto potente. Afferma e conferma, esprime collaborazione e dialogo, predispone e rilassa chi la riceve, stabilisce un legame (“Si, ti capisco”). Viste queste sue caratteristiche intrinseche, i comunicatori esperti suggeriscono di utilizzarla come prima parola, all’inizio di ogni frase, anche in risposta ad eventuali obiezioni (“Si, ho capito, tuttavia …”, “Si, certo, ora però…”).
  • Tu.Tu” (o tuo, tua, a te) implica il coinvolgimento delle persone. Quando le persone si sentono coinvolte, si sentono importanti, protagoniste. Tutto ciò aumenta la loro partecipazione attiva alla situazione. Il potere della parola “tu” aumenta quando è associata ad un’altra delle parole “magiche” che saranno presentate. Associato al verbo essere (“Tu sei…”) agisce direttamente sull’identità della persona.
  • Adesso/ora. Grazie a queste parole, il nostro inconscio si predispone e si concentra sul momento, sul preciso istante, dove ciò che viene detto o richiesto, avviene o deve avvenire. Significa riportare al presente, al “qui ed ora”, all’unico tempo che stiamo realmente vivendo e sul quale possiamo agire in maniera consapevole.
  • Posso/puoi. Indicano possibilità, l’avere nelle proprie mani il potere di decidere, di creare, di farcela. Sono parole che si collegano al senso di libertà, che è uno dei bisogni ancestrali, fondamentale per ogni essere umano per stare bene. Il poter fare, pensare, esprimere, ci rende i veri protagonisti.
  • Risultato. Il risultato che vogliamo ottenere è il traguardo di qualsiasi nostro obiettivo (sia concreto che di comunicazione). Definito in fase iniziale in maniera positiva, senza nessuna negazione, specifico, misurabile e con un termine di scadenza, ci permette di avere come un pilota automatico impostato che guida i nostri pensieri, la nostra comunicazione e i nostri comportamenti verso il raggiungimento della nostra meta.
  • Ti piacerebbe/vi piacerebbe. Proiettano le persone nel futuro, sul risultato che viene enunciato e nel quale si identificano. Ci permette quindi di visualizzare, immaginare e iniziare a sentire e gioire dell’esito di qualsiasi nostra azione o impegno.
  • Semplice/facile. Queste due parole fungono da vera e propria calamita. Le persone sono infatti attratte da situazioni, soluzioni o acquisti facili o semplici (”Il compito è facile”, “La soluzione è semplice”, “Ordinare è facile”). Ed è per questa motivazione che, soprattutto nel campo pubblicitario, sempre più spesso troviamo queste due parole a sponsorizzare situazioni rapide e immediate per i clienti (come ad esempio “Facile.it” oppure “Impresa semplice”).
  • Veloce/rapido. Il tempo è una risorsa veramente preziosa per tutti. Queste due parole agiscono sulla nostra percezione del tempo, sul suo utilizzo e risparmio, sia in termini di risultati da raggiungere che di competenze da acquisire (“Sarò rapido!”, “Faccio veloce!”, “E’ un metodo veloce per…”).
  • Sorpresa/sorprendente. Nell’immaginario collettivo, una sorpresa, si ancora ad immagini ed emozioni positive di gioia e felicità (“Che bella sorpresa!”, “Ho una sorpresa per te”, “Quello che hai fatto è sorprendente!”). Questo predispone l’attenzione delle persone all’ascolto.
  • Migliore/migliorato. Sono due parole che pongono l’attenzione su una differenza, in positivo, rispetto ad un precedente o a delle alternative (“È la soluzione migliore”, “Sei migliorato”). Possono essere rinforzate, aggiungendo la parola “ulteriormente”.

Altre parole importanti da utilizzare per migliorare la nostra comunicazione e, di conseguenza, la nostra relazione con gli altri sono: speciale, vantaggio, passione, scoperta, più, potente, straordinario, finalmente.

Nella realtà quotidiana essere consapevoli di ciò può fare, veramente, la differenza nella nostra relazione con le persone con cui interagiamo. È importante, quindi, impostare il nostro radar su queste parole virtuose, da utilizzare con gli altri e, soprattutto, con noi stessi.

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