Lo sport come crescita personale

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Lo sport può rappresentare un valido strumento di formazione nell’ambito della crescita personale.

In che modo? Lo scopriremo in questo articolo

L’Enciclopedia Treccani definisce lo sport come “un’attività intesa a sviluppare le capacità fisiche e insieme psichiche”.

È interessante come, già a partire dalla definizione di sport, si ponga l’attenzione sullo sviluppo fisico e sullo sviluppo psicologico dell’individuo.

L’attività sportiva, in genere, offre la possibilità di conoscere se stessi. Lo fa anche e soprattutto, attraverso i propri limiti, oltre a mettere ognuno di noi di fronte a situazioni molto variegate.

Esistono sport di squadra e sport individuali, sicuramente hanno approcci totalmente differenti tra loro e contribuiscono alla crescita dell’individuo in maniera diversa. La situazione ideale sarebbe quella di praticare, o di aver praticato, entrambi i tipi di attività.

Differenze tra sport individuale e di squadra

Prima di tutto, concentriamoci sulle differenze tra queste due attività.

Approfondendo nello specifico le lezioni derivanti da uno sport individuale, si trova che la crescita personale risiede proprio nell’individualità dell’attività.

Sei solo con i tuoi obiettivi, con le tue fatiche e con le tue perplessità. Spesso gli sport individuali sono molto faticosi a livello fisico e ancora più duri a livello mentale. Non ci sono scusanti!

Sei solo a dover affrontare gli allenamenti e, in caso fossi un agonista, le gare.
Il carico emotivo è molto alto e spesso capisci che servono molte risorse per mantenere alta la motivazione.

L’attività singola sviluppa fortemente la personalità dello sportivo: emergono i punti di forza e le aree di miglioramento di ognuno di noi. Ogni seduta di allenamento è un campo di prova, una possibilità per lavorare sulle proprie aree di miglioramento, uscendo più forti o migliori.

Non è sempre così, capita anche di uscirne demotivati e sfiduciati. Ed ecco un altro momento in cui lo sportivo è costretto a confrontarsi con la parte più profonda di se stesso.

Contribuisce all’autoaffermazione e aiuta ad aumentare la sicurezza nei propri mezzi.

La prima lezione di uno sport di squadra, invece, è quella di imparare a socializzare con altre persone. I legami che si creano tra compagni di squadra possono essere molto forti. Spesso si generano gerarchie e altrettanto spesso vanno ad identificarsi dei ruoli che rappresentano la personalità e l’attitudine di ogni singolo individuo.

Il senso di appartenenza ad un gruppo è un insegnamento che può tornare utile in altri settori della nostra vita. Sicuramente favorisce a sviluppare il senso di cooperazione e fratellanza.

L’identificazione di un obiettivo comune, contribuisce a rafforzare i legami che si generano. Non sempre però le situazioni sono semplici ed idilliache, perché nei gruppi possono nascere le rivalità e le contrapposizioni, situazioni che aiutano l’adattamento e la flessibilità di ogni individuo.

Le differenze tra uno sport individuale e uno di squadra sono molteplice, il punto in comune è il movimento.

Movimento ed emozioni

Pensando al movimento, come non pensare all’etimologia della parola emozione che deriva dal latino emovére, che significa buttare fuori, smuovere.

Quindi il movimento è utile affinché ognuno di noi possa tirare fuori le emozioni che ha dentro, andando ad influire direttamente sul proprio equilibrio psicologico ed emotivo.

Tale caratteristica diventa ancora più importante per tutte quelle persone che hanno difficoltà a gestire i propri stati emozionali. L’attività fisica porta ad un’introspezione tale da aiutare l’ascolto di noi stessi e aumenta la percezione delle emozioni nelle sue intensità e sfumature.

Ecco, quindi, come lo sport può diventare un aiuto ad avere una maggiore consapevolezza e conoscenza di se stessi.

Praticare attività fisica contribuisce a creare una relazione profonda con se stessi che passa, inevitabilmente, attraverso la conoscenza del proprio corpo, dei propri limiti e dei propri punti di forza.

Sia nello sport singolo, che in quello di squadra, la persona si trova a dover affrontare vittorie e sconfitte, imparando così a celebrare i successi e a gestire gli insuccessi.

Soprattutto, gli insuccessi possono generare una serie di emozioni in funzione della storia personale di ognuno di noi e possono andare a condizionare le prestazioni successive.
Non importa se praticato a livelli agonistici o meno, tutte le persone che si affacciano allo sport, lo fanno con un proprio personale obiettivo.

Quindi l’attività fisica ci insegna a porci delle mete e a capire come poterle perseguire. Fa si che tutti noi faremo del nostro meglio per comprendere quali siano le risorse necessarie ad avere successo e, allo stesso tempo, non raggiunto il risultato capire quali altre risorse ci serviranno per superare il mancato obiettivo.

Una lezione è insita anche nell’insuccesso, poiché l’analisi delle cause della non riuscita porterà ad acquisire nuove capacità e nuove strategie.

E quindi chiaro che lo sport, in ogni sua forma ed espressione, diventa un potente mezzo per intraprendere un personale percorso di crescita e il vantaggio è che rappresenta una fonte inesauribile di lezioni imparate.
Non importa quale sport vogliate praticare, ciò che conta è che lo facciate.

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