Respirare per riconoscersi con la respirazione di fuoco

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meditazione

Respirare correttamente è di vitale importanza.

È un atto che abbiamo fin dalla nascita e che diventa automatico e inconsapevole. Spesso, solo quando questo lo sentiamo bloccato ci accorgiamo del nostro respiro.

Ad esempio quando proviamo particolari stati d’animo, come ansia, paura, rabbia o quando facciamo qualche eccessivo sforzo fisico. Imparare a respirare in modo corretto e consapevole ci permette di conoscere meglio il nostro Sé, liberare emozioni represse e riarmonizzare il rapporto con se stessi e di conseguenza con gli altri.

Il respiro è vita. Tutti nasciamo con un’inspirazione e spiriamo con un’espirazione.
In molte tradizioni, il respiro è definito come energia vitale, prāna per quella hindu, ruach per quella ebraica che sta anche a significare “spirito”.

Il respiro è l’onda sulla quale espiriamo noi stessi e attraverso la quale avviene lo scambio tra il mondo interno e quello esterno, la connessione con l’anima e le nostre emozioni.

L’inspirazione è lo specchio della nostra abilità a ricevere, ci porta vita, energia e materia. L’espirazione, d’altro canto, rappresenta la nostra capacità di lasciare andare, esprimere e vocalizzare. Se l’inspirazione è debole, restringiamo le opportunità di ricevere e rigenerarci, se l’espirazione è controllata limitiamo il nostro potenziale e tratteniamo la nostra capacità espressiva.

Respirazione consapevole

Secondo Yogi Bhajan, se il prāna è «lo spirito della vita in noi e attorno a noi», il «prānayama è la scienza del controllare e conservare il prāna attraverso le tecniche di respiro che cambiano lo stato fisico, mentale ed energetico della nostra vita».

Una respirazione consapevole e profonda garantisce una risonanza profonda più ricca e intensa, dona energia al nostro corpo fisico ed emozionale, fertilizza la nostra mente.

Essere in grado di regolare e gestire in modo diretto e consapevole il nostro ritmo respiratorio ci permette non solo di aumentare o diminuire la nostra frequenza in relazione al nostro stato fisico ed emotivo, ma anche di connetterci con l’energia universale.

Respirazione diaframmatica

La madre del respiro consapevole è la respirazione diaframmatica (o addominale), che praticavamo quando eravamo più piccoli. Lo stile di vita odierno, caratterizzato da ritmi più serrati e veloci, ha fatto sì che abbandonassimo la naturale respirazione addominale per sostituirla quasi completamente con quella toracica o costale. Quest’ultima che dovrebbe subentrare solo in caso di emergenza (per aumentare il flusso di ossigeno) è tuttavia superficiale perché ci consente di inglobare l’ossigeno solo in modo parziale.

Facciamo un piccolo test.

Sdraiati a terra a pancia in su, concertati sul respiro. A ogni inspirazione osserva da dove proviene il movimento.

Si alza la pancia o il torace?

Se la risposta è il torace, la tua respirazione non avviene in modo corretto e naturale.

Tornare a respirare con la pancia ti porterà grandi benefici non solo dal punto di vista fisico, ma anche emotivo. Il movimento discendente (durante l’inspirazione) e ascendente (nell’espirazione) del diaframma stimola molteplici funzioni vitali del nostro corpo, tra le quali la funzione circolatoria, digestiva ed emozionale.

Rendere abituale questo tipo di respirazione, ti permetterà di: allentare le tensioni sul collo, spalle e cervicale, migliorare l’ossigenazione del sangue, favorire la digestione e l’eliminazione delle tossine, correggere la postura, aumentare la sensazione di rilassamento fisico e mentale, migliorare la qualità del sonno, diminuire gli stati di ansia e stress, liberando blocchi emotivi e favorendo i flussi energetici, rendere più libera ed espressiva la tua voce.

Come respirare di pancia

Per iniziare, prendiamo consapevolezza del movimento di questo straordinario muscolo, il diaframma.

Durante l’inspirazione, il diaframma scende nella zona addominale che, comprimendosi, fa avanzare la parte anteriore e allarga la gabbia toracica. Con l’espirazione, il diaframma risale, le costole si abbassano e i muscoli si allentano.

Sdraiati su un tappetino con la pancia rivolta verso l’alto, con le gambe piegate e i piedi distanti tra loro circa 20 centimetri. Per percepirlo, posiziona la mano principale sull’addome e l’altra sul petto iniziando a inspirare con la naso ed espirare con la bocca in modo lento e profondo.

Ad ogni inspiro gonfia la pancia, come se fosse un palloncino, cercando di sollevare la mano con il movimento. Il petto deve invece rimanere fermo. Ad ogni espiro svuota lentamente la pancia, come se l’ombelico dovesse toccare a terra, accompagnando il movimento con il suono del respiro.

Inizialmente questa pratica ti sembrerà innaturale e forzata, ma se la sperimenterai in modo continuativo, ideale al mattino e prima di coricarti, noterai subito la differenza e non potrai farne a meno.

Come riattivare il pràna con la respirazione di fuoco

Una delle pratiche più importanti del prānayama è la “Respirazione di Fuoco”.

Questa tecnica agisce direttamente sulla zona del diaframma con un ciclo di contrazione ritmica e rilassamento del punto dell’ombelico, o terzo Chakra, che, corrisponde all’elemento fuoco.

Praticare questa respirazione porta numerosi benefici.

Il prāna si concentra sull’addome favorendo una forte ricarica energetica e mettendo in moto un processo di purificazione, che “brucia” le tossine del corpo favorisce una pulizia energetica e mentale e aiuta a:

  • riattivare il diaframma;
  • aumentare la capacità polmonare e la forza vitale;
  • ripulire e aprire le vie nasali;
  • equilibrare il sistema nervoso simpatico e parasimpatico;
  • rinforzare gli organi digestivi;
  • potenziare l’ossigenazione al cervello favorendo la concentrazione e l’intuizione.

Yogi Bhajan, la descrive come una pratica in grado di “risvegliare il pieno potenziale della consapevolezza umana in ogni individuo, eliminare ogni conflitto interiore, creare il potere di ascoltare in profondità, coltivare la quiete interiore, prosperare e permettere l’eccellenza in tutto ciò che facciamo”.

Come praticare la respirazione di fuoco

Siediti in una posizione comoda facendo sempre attenzione a mantenere una posizione eretta e il mento parallelo al pavimento.

Parti con l’espirazione dal naso, sgonfiando la pancia e facendo fuoriuscire tutta l’aria dai polmoni.

Senza pausa, inspira sempre dal naso, rigonfiando la pancia.

La respirazione deve essere rapida e vigorosa, circa 2-3 respiri al secondo e la durata dell’espiro è uguale a quella dell’inspiro.

All’inizio questa respirazione può risultare molto faticosa e può accadere di avvertire capogiri.

È importante non farla durare più di un minuto. Aumenterai la durata, anche di 10-15 minuti, solo quando ti sarai abituato. Al termine di ogni pratica, ricorda sempre di ritornare al tuo flusso spontaneo del respiro rimanendo in ascolto delle sensazioni del corpo.

Come ritrovare la pace interiore con aulomaviloma

Un’altra tecnica prānayama è la respirazione Auloma Viloma (Auloma in sanscrito “ordine naturale”, Viloma: “andare contro”) o più semplicemente a narici alternate.

Questa pratica ha un profondo effetto calmante sulla mente aiutando a eliminare lo stress e aiuta a purificare le nâdî, canali di energia che attraversano il nostro corpo, bilanciando le funzionalità dei due emisferi del cervello.

Può essere utile in presenza di raffreddore, tosse, emicrania e asma.

Siediti in posizione comoda facendo attenzione alla postura. Metti la tua mano destra in Vishnu Mudra, in questo modo: piega il dito indice e il medio verso il palmo della mano, l’anulare e il mignolo rimangono distesi e possibilmente a contatto.

Porta ora la mano di fronte al viso, mantenendo il gomito verso il basso ed evitando di appoggiarlo al petto.

Rilassa le spalle e il collo.

Usa il pollice per chiudere la narice destra e l’anulare per tappare la narice sinistra.

Inizia la pratica, inspirando con la narice sinistra, chiudendo la narice destra con il pollice contando fino a due.

Trattieni il respiro chiudendo entrambe le narici contando fino a otto.

Espira attraverso la narice destra, chiudendo quella sinistra con l’anulare contando fino a quattro.

Inspira di nuovo attraverso la narice destra, chiudendo quella sinistra contando fino a due.

Trattieni il respiro chiudendo entrambe le narici contando fino a otto.

Espira attraverso la narice sinistra chiudendo quella destra con il pollice contando fino a quattro.

Ripeti questo ciclo per dieci volte. Quando avrai preso familiarità con questa respirazione protrai prolungarla per più tempo.

“Focalizzarsi sul proprio respiro significa puntare
un proiettore sui propri abissi di silenzio,
sulle cose inespresse, sui respiri non effettuati”.
Philippe Barraqué

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